Varie

Mozione Consiglio comunale del 19/06/2012 (IMU e Patto di Stabilità) con PdL

AddThis Social Bookmark Button

Al Sig. Sindaco

Comune di Mariano Comense

Al Sig. Presidente

Consiglio Comunale di Mariano C.se

 

Mariano Comense, 11 giugno 2012

MOZIONE

OGGETTO: IMU e PATTO DI STABILITÀ

Premesso che

il D.L. 6 dicembre 2011 n. 201, convertito in legge 22 dicembre 2011 n. 214, ha abrogato l’ICI ed anticipato l’istituzione dell’Imposta municipale propria (I.M.U.) a decorrere dal 1 gennaio 2012;

il valore imponibile dell’I.M.U. è determinato utilizzando i nuovi moltiplicatori della rendita catastale rivalutata e del reddito dominicale rivalutato (ex Art. 13, comma 4, della legge n. 214/2011) e l’aliquota di base dell’imposta è pari allo 0,76 percento, ridotta allo 0,4 percento per l'abitazione principale e per le relative pertinenze ed allo 0,2 percento per i fabbricati rurali ad uso strumentale;

è riservata allo Stato la quota di imposta pari alla metà dell’importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili, ad eccezione dell’abitazione principale e delle relative pertinenze nonché dei fabbricati rurali ad uso strumentale, l’aliquota di base;

il Fondo Sperimentale di Riequilibrio viene ridotto di 1,8781 miliardi di Euro nel 2012, di 1,9424 miliardi di Euro nel 2013 e di 2.342 miliardi di Euro nel 2014 in base al presunto aumento di gettito dell’IMU con il risultato contraddittorio per cui il cittadino pagherà di più rispetto all’ICI e il Comune avrà un gettito inferiore;

i comuni, con deliberazione del Consiglio Comunale possono modificare, in aumento o in diminuzione, le suddette aliquote e disporre un aumento delle detrazioni previste e che le eventuali diminuzioni delle aliquote o gli aumenti di detrazione sono a carico del bilancio del Comune, perché allo Stato va sempre il 50% del gettito sulla seconda casa in base all’aliquota base e il taglio del Fondo di riequilibrio viene calcolato sulla base del gettito ad aliquote base sia della prima che della seconda casa, aggravando ulteriormente la situazione dei Comuni;

le regole del Patto di stabilità interno impediscono anche ai Comuni virtuosi di spendere quanto in loro disponibilità di cassa, portando ad una diminuzione del 20% della spesa per investimenti che deprime ulteriormente la situazione economica del Paese;

i comuni lombardi sottoposti a patto di stabilità hanno dichiarato oltre 6 miliardi di euro nel 201 1 di residui passivi.

Constatato che

i vincoli al patto di stabilità e le decisioni sulla destinazione del gettito IMU contrastano con la necessità di garantire maggiore autonomia agli enti locali, sfida che va invece rilanciata attraverso il parallelo completamento delle riforme del federalismo fiscale e del Codice delle autonomie;

il Governo ha accolto alcune proposte che consentono di avviare un lavoro nuovo in materia di patto orizzontale nazionale secondo il modello dello scambio degli spazi finanziari nel stesso comparto e che nell’ambito complessivo dei pagamenti delle Pubbliche amministrazioni si è riconosciuto uno spazio finanziario ai pagamenti dei Comuni anticipando i fondi relativi ai “residui perenti”, utili ma non sufficienti per risolvere le questioni relative ai debiti dei Comuni nel confronti della imprese;

le modifiche della disciplina IMU applicabile dal 2012 approvate recentemente in Parlamento modificano ulteriormente il tributo ed il relativo gettito a disposizione per ogni comune, aumentando l’incertezza negli enti e nei contribuenti in merito agli adempimenti relativi.

Valutata

positivamente la decisione di Anci di promuovere per il 24 maggio a Venezia una giornata nazionale di mobilitazione con le parti sociali ed economiche del Paese dedicata ai temi del lavoro, dello sviluppo e della crescita;

il Consiglio Comunale

IMPEGNA

il Sindaco a trasmettere il presente documento al Governo, ai gruppi parlamentari che ne hanno sin qui sostenuto l’azione approvandone i provvedimenti e più in generali a tutti i parlamentari per chiedere:

1) che l’IMU ritorni ad essere un imposta realmente municipale così come già previsto dal Decreto legislativo 14 marzo 2011 n. 23 - Disposizione in materia di federalismo fiscale municipale approvato dal precedente Governo per delega della maggioranza che lo sosteneva.

In particolare

a) l’ “abitazione principale” non era e non deve essere assoggettabile all’IMU (poiché se è pur vero che tale imposta è prevista negli altri paesi euro è altrettanto vero che gli altri cittadini dei paesi euro non subiscono un così alto livello di imposizione fiscale complessiva come gli italiani!);

b) l’intero gettito IMU previsto era e deve rimanere ai Comuni: i trasferimenti dal Governo centrale di Roma devono essere modificati e riproporzionati sulla base delle regole previste dai provvedimenti previsti per l’attuazione del federalismo, cosiddetti costi standard, così che tutti i cittadini italiani, in qualunque comune essi risiedano, ricevano la stessa quantità di risorse finanziarie per l’erogazione di uno stesso servizio ritenuto indispensabile secondo criteri di equità e rigore.

c) che il mancato gettito stimato per l’applicazione IMU all’abitazione principale venga coperto dai risparmi di spesa della pubblica amministrazione centrale la quale, sinora, ha contribuito in maniera risibile e scarsamente significativa ai tagli sulla spesa pubblica in evidente contrasto con criteri di equità e rigore.

2) che per l’anno 2012, nelle more dell’attuazione di quanto richiesto al punto 1 ed ai soli fini dell’accertamento convenzionale per la predisposizione del bilancio preventivo, vista l’assoluta emergenza in cui si trova tutto i! sistema dei Comuni a causa dell’introduzione dell’IMU sperimentale, siano erogate ai Comuni come gettito IMU ad aliquote standard le stesse stime del Ministero dell’Economia e delle finanze sulle quali è stata costruita la manovra e sono stati effettuati i tagli al fondo sperimentale di riequilibrio.

3) che vengano modificate le regole del patto di stabilità, consentendo l’esclusione dalla disciplina dello stesso degli investimenti di opere pubbliche (titolo Il della spesa) sul territorio comunale e dei pagamenti ai fornitori del Comune così da sostenere le imprese fornitrici coinvolte nell’attuale congiuntura economica.

4) che il patto orizzontale a livello nazionale integri quello regionale già avviato nel 2011 dalla Regione Lombardia.

Gruppo Consiliare LegaNord                                                                    Gruppo Consiliare PdL