News

Intervento ass. Giovanni Alberti in Consiglio Comunale

AddThis Social Bookmark Button

Intervento ass. Giovanni Alberti in Consiglio Comunale
Di seguito è riportato l'intervento nel Consiglio comunale del 16 giugno 2011 dell'assessore Giovanni Alberti in risposta all'interrogazione Prot. n. 0015838 del giorno 08.06.2011 avente ad oggetto: “Articolo gruppo consiliare Lega Nord pubblicato su informatore comunale n. 18 del maggio 2011, intitolato differenza tra cuculi e cucù” presentata dai gruppi consiliari Partito Democratico e Progetto Mariano Brianza.

"Visto che sono stato chiamato in causa ci tenevo anche io ad aggiungere qualcosa di personale.
Io penso che innanzitutto il compito di un amministratore sia quello non tanto di giudicare quello che viene scritto, perché di cose indecenti ne vengono scritte quotidianamente, ma di cercare di cogliere all’interno di quello che viene scritto il messaggio, il disagio o una richiesta di aiuto o di soluzione di un problema. È innegabile che il problema dell’immigrazione sia un problema a livello nazionale, che è cominciato con gli sbarchi a Lampedusa, che si è espanso in tutto il territorio nazionale, fino ad arrivare dalle nostre parti, fino a Mariano Comense.
Non possiamo nascondere il forte disagio della popolazione marianese solo al fatto di aver pubblicato su un quotidiano locale la presenza di Protezione Civile e Vigili del Fuoco a visionare lo stabile dell’ex Itis, come possibile dislocazione di eventuali profughi.
Un disagio che però rispetto ad altre parti d’Italia è sempre molto soffuso e molto sottovoce, la gente non è abituata a clamori, ma è abituata a lamentarsi soffusamente.
È un problema che esiste, un problema che esiste anche su Mariano, perché indignarsi del fatto che magari non possiamo condividere, non potete condividere i toni, i modi, alcuni eccessi, non lo so. Sicuramente un messaggio che cerca di risvegliare quella falsa coscienza che si nasconde dietro ad un’onda di umanitarismo, nascondendo quello che invece poi esiste; perché magari questi eccessi portano finalmente a cominciare a guardare anche dalla parte di chi l’immigrazione la “subisce” e deve abituarsi a convivere con questa situazione. Non solo da parte dell’ottica di chi purtroppo è costretto ad immigrare. Questo è un discorso.
Poi allora io mi domando perché non c’è stata ad esempio la stessa indignazione quando a Lampedusa i cittadini di Lampedusa hanno fortemente contestato alle televisioni pubbliche, con frasi molto forti e pesanti nei confronti dello Stato, della gente, fino ad arrivare ad atti di forza contro le forze pubbliche che stavano cercando di contenere ed organizzare l’immigrazione. Perché non ci si è indignati allo stesso modo? Perché a queste popolazioni non abbiamo dato dei razzisti come comunemente si fa, principalmente ai leghisti ma non solo ai leghisti?
Perché razzisti non lo sono loro, come razzisti non lo sono i leghisti che alla stessa maniera, magari con toni diversi, con toni più burberi, magari con eccessi, stanno cercando di far capire alla gente che c’è un disagio, che c’è una preoccupazione, forte preoccupazione per quello che non conoscono, per quello che non sanno cosa succederà, per i propri figli, per le proprie scuole.
Questo non vuol dire non voler accettare, ma vuole dire avere una preoccupazione. Le stesse persone che oggi chiamate razziste sono le stesse persone che poi, dopo essersi lamentate e dopo aver magari in maniera così, con qualche eccesso, essersi lamentate, sono gli stessi poi quelli di Lampedusa a dare il cibo ed i vestiti agli immigrati, o i marianesi ad ospitare, la stessa Amministrazione, mantenere giustamente immigrati e gente che ha bisogno, senza differenza di nessuna razza.
Questo vuole dire che tanto è forte la rabbia e la preoccupazione nelle famiglie, io da genitore di famiglia l’ho pesantemente, e tanta però è la voglia di trovare il modo di condividere e convivere con queste persone, con quelle che hanno veramente bisogno però di essere qui, e non chi è qui e non lo deve essere.
A questo punto io ribadisco questa mia affermazione, la politica non deve giudicare il modo con cui si scrive, ma deve cercare di cogliere sempre sia nei toni bassi che nei toni accesi qual è il messaggio che si cerca di dare.
Poi volevo concludere, stasera prima di venire in Consiglio Comunale per cercare di rilassarmi un po’ mi sono messo a leggere un libro di Martin Luther King, perché sai i leghisti tanto rozzi sono ma ogni tanto oltre i fumetti si dilettano anche a leggere qualcosa di un po’ più impegnativo, ho colto questa frase “La vigliaccheria chiede: è sicuro? L’opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto?”
Questo è il compito dei politici chiedersi se è giusto, è il perché succedono le cose e trovare le soluzioni, indipendentemente dai toni che vengono usati."

http://blog.leganordmariano.com/2011/07/05/intervento-ass-giovanni-alberti-in-consiglio-comunale/