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Federalismo fiscale: la road map

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Federalismo fiscale: la road map

Il testo sulle Regioni, Province e i costi standard nel settore sanitario ha già ottenuto il via libera dalla conferenza unificata a dicembre, ilfisco municipale in Parlamento (clicca qui per un approfondimento).

Tappe finali per l`approvazione degli ultimi decreti attuativi del Federalismo Fiscale. Gli ostacoli non mancano, ma la determinazione del Carroccio è fortissima.
«Entro fine marzo portiamo a casa il federalismo», ha detto l`altro giorno il ministro alle Riforme Umberto Bossi.
Una convinzione poi rafforzatasi dopo l`incontro al Quirinale dove, nel tardo pomeriggio di mercoledì, si è svolto un lungo e cordiale incontro tra il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e i Ministri Bossi e Roberto Calderoli. Durante il colloquio si è discusso proprio del tragitto previsto per il federalismo fiscale che li vedrà riferire alle Camere a partire dalla prossima settimana.
Un passaggio richiesto dallo stesso inquilino del Colle dopo che il Consiglio dei ministri aveva dato il via libera al decreto sul fisco comunale.
Quindi, entro pochi giorni, il federalismo municipale otterrà l`ok dal Parlamento e diventerà definitivamente legge dello Stato. I comùni potranno finalmente godere di risorse proprie senza più «andare con il cappello a Roma», come ha descritto lo stesso Bossi. Autonomia impositivi che fa rima con responsabilizzazione delle classi dirigenti e taglio delle tasse per i cittadini, il tutto coniugato con servizi migliori e più ef- ficienti. Proprio l`altro giorno a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri ha espresso parere positivo alle osservazioni che entro la prossima settimana saranno portate a Montecitorio e a Palazzo Madama per il passaggio definitivo.
«Abbiamo ben calcolato i tempi, passerà. Ormai è entrato nella testa di questo paese» era stato il giudizio espresso dal segretario leghista. La legge delega, il primo atto che ha messo in moto la macchina del federalismo, scadrà a maggio ma è ferma intenzione dell`esecutivo approvare i rimanenti decreti attuativi entro marzo. A cominciare dal testo in materia di autonomia di entrata di regioni e province e sui costi e fabbisogni standard nel settore sanitario. Si tratta del secondo tassello.
I decreti sul Federalismo Demaniale e su Roma Capitale sono già legge, il Federalismo municipale lo diventerà nel giro di due settimane.
Poi l`attenzione sarà quindi puntata sulle Regioni e sulle Province, con la rivoluzione introdotta dai costi standard in materia sanitaria. Grazie a questo provvedimento non sarà più consentito a nessuno creare voragini nei bilanci regionali usando come leva la sanità.
Verranno fissati dei costi standard e chi non li rispetta dovrà mettere mano al proprio portafoglio, senza più sperare nell`aiuto forzato delle Regioni del Nord.
Questo testo ha già ottenuto il via libera in seno alla Conferenza Unificata che ha siglato un`intesa il 16 dicembre 2010. «Il decreto che conclude il quadro generale è quello che riguarda il Federalismo fiscale provinciale e regionale che è stato assegnato alla commissione e stanno già decorrendo i termini per il suo esame. Credo - aveva spiegato Calderoli - che per la fine di marzo si possa arrivare all`approvazione.
Poi rimangono alcuni aspetti aggiuntivi, come la disciplina dei premi e delle sanzioni e l`armonizzazione dei bilanci pubblici, che però sono dei corollari rispetto al quadro generale che è già definito».
La marcia di avvicinamento è quasi compiuta.
Sul percorso rimane però l`ostacolo di una commissione bicamerale che non rispecchia più le forze presenti in Parlamento. Il 15 a 15 che si è registrato sul Federalismo municipale sottolinea una mancanza di maggioranza che invece sia alla Camera sia al Senato è ben presente. Calderoli ha già chiesto un intervento riequilibratone e la bega ha interpellato i presidenti dei due rami del Parlamento, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Anche ieri la Commissione Bicamerale era stata convocata per la nomina dei due relatori, uno di maggioranza e uno di minoranza, per il decreto sul federalismo regionale.
Seduta andata a vuoto perchè le opposizioni hanno fatto pesare la propria forza e imposto un rinvio. Piccoli problemi, che però vanno risolti per poi procedere speditamente.

(da un articolo di Igor Ghezzi su "LaPadania" del 12 febbraio 2011)