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La crisi? Creata a tavolino perché non vogliono il federalismo fiscale

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Studio CGIA Mestre - Cecchetti: “Lombardia bancomat del Paese. La crisi? Creata a tavolino perché non vogliono il federalismo"

É evidente che il tentativo di far cadere il governo è legato alla vecchia impostazione centralista e assistenzialista che regge questo Stato. I dati della CGia di Mestre su quanto versano e quanto ricevono dallo Stato le Regioni parlano  chiaro: la Lombardia continua ad essere quella che paga per tutti. Ogni anno Roma ci porta via oltre 28 miliardi di euro, più che un intero bilancio regionale, oggi stimato in poco meno di 24 miliardi. Le vecchie congreghe non vogliono il federalismo, ed è per questo che stanno cercando in tutti i modi di far cadere il governo”.
É quanto ha dichiarato ieri sera a Corbetta, a margine di un incontro pubblico sull’attuazione del federalismo fiscale, il Presidente della Commissione Bilancio di Regione Lombardia Fabrizio Cecchetti commentando i dati sulle sperequazioni ingiustificate tra Regioni.
“Le tabelline aggiornate – ha commentato Cecchetti – continuano a vedere le Regioni del Nord ad essere le uniche che sono in saldo negativo rispetto ai trasferimenti dello Stato. E la Lombardia, come sempre, è quella che paga il tributo maggiore. In termini pro capite ogni cittadino lombardo ha dato in solidarietà al resto del Paese 2.915 euro.  Siamo il “bancomat” da cui si continua a prelevare per mantenere clientelismo, sperperi e sostenere apparati burocratici folli.  Nel frattempo si stanno scatenando quelle forze che in tutti questi anni sono rimaste sottotraccia perché il federalismo è davvero ormai alle porte. Le vecchie consorterie – ha aggiunto Cecchetti – non vogliono le riforme,  sono contrari  all’idea che questo Paese diventi  federale, che ognuno gestisca la propria spesa responsabilizzando in questo modo governi regionali e locali. Le vere motivazioni della crisi di governo sono queste perché il vero obiettivo non è una nuova legge elettorale ma  evitare che la riforma delle riforme vada in porto.  Per loro, la Lombardia che continua ad essere il bancomat di tutti deve essere ancora il modello da mantenere. La Lega però non permetterà che questo possa avvenire. Se cade il governo la parola – ha avvertito Cecchetti – dovrà tornare al popolo. I lombardi  ormai lo sanno: questo Paese si salva solo con il federalismo e maggiore autonomia regionale, come ha invocato di recente anche  Confindustria. Altre strade non esistono. Se va a fondo il Nord va a fondo tutta l’Italia”.

VOGLIA DI SECESSIONE? SOLO 4 REGIONI VERSANO PIÙ DI QUANTO RICEVONO DALLO STATO

Secondo la CGIA le sperequazioni ingiustificate tra le Regioni a Statuto ordinario e quelle a Statuto Speciale del Nord


“Solo 4 Regioni su 20 - esordisce Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre - versano imposte, tasse e contributi in quantità superiore a quanto ricevono in termini di trasferimenti e servizi dallo Stato centrale. Ed è per questo motivo che sta riemergendo la protesta tra gli imprenditori e i Sindaci del Nord delle aree di confine. I primi, come è successo lunedì scorso a Cernobbio, premono perchè la Lombardia parta subito con il federalismo fiscale; i secondi, invece, chiedono a gran voce di trasferirsi nelle Regioni a Statuto Speciale”.
I numeri, secondo la CGIA di Mestre, sono inequivocabili: nel 2008, solo la Lombardia (+ 28,10 mld di €), il Veneto (+4,70 mld di €), l’Emilia Romagna (+3,14 mld di €) e il Piemonte (+568 milioni di €) hanno segnato un residuo fiscale positivo, ovvero hanno versato molto di più di quanto hanno ricevuto in termini di trasferimenti e servizi dallo Stato. Tutte le altre realtà regionali, invece, hanno presentato valori negativi, con punte preoccupanti per la Campania (-15,30 mld di €) e la Sicilia (-18,73 mld di €). Il dato medio nazionale, fanno notare dalla CGIA di Mestre, è stato pari a –42,57 mld di € e corrisponde al deficit registrato dalla nostra Pubblica Amministrazione.
In termini pro capite, invece, ogni cittadino lombardo ha dato in solidarietà al resto del Paese 2.915 € . Ciascun veneto 974 €, ogni emiliano-romagnolo 736 € e ciascun piemontese 129 €. Ad avere i maggiori benefici tra quanto hanno versato e quanto hanno ricevuto sono stati i cittadini valdostani. Ciascun residente in Valle d’Aosta ha registrato un saldo pro capite negativo pari a 6.216 €.
“Dalla lettura di questi dati – conclude Bortolussi – non balza agli occhi solo la grande differenza esistente tra Nord e Sud del Paese, in parte giustificata dai forti squilibri economici esistenti, ma, soprattutto, dalle sperequazioni esistenti tra le Regioni a Statuto ordinario e quelle a Statuto Speciale del Nord. Una diversità di trattamento che sta spingendo molti Sindaci delle aree di confine a chiedere di trasferirsi verso le Regioni autonome che, rispetto alle altre, pagano meno, trattengono più risorse sul proprio territorio e, spesso, ricevono maggiori trasferimenti dallo Stato”.

RESIDUO FISCALE (*)

(anno 2008)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valori in milioni di euro a prezzi correnti 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ENTRATE P.A.

Entrate

Spese

Saldo

 

Euro procapite

 

Piemonte

61.034

60.465

+568

 

+129

 

Valle d'Aosta

1.994

2.777

-783

 

-6.216

 

Lombardia

161.379

133.271

+28.108

 

+2.915

 

Trentino Alto Adige

14.916

17.000

-2.084

 

-2.069

 

Veneto

60.482

55.776

+4.706

 

+974

 

Friuli Venezia Giulia

17.279

20.206

-2.927

 

-2.395

 

Liguria

21.217

24.856

-3.638

 

-2.260

 

Emilia Romagna

61.677

58.531

+3.146

 

+736

 

Toscana

46.812

48.133

-1.321

 

-359

 

Umbria

10.252

12.396

-2.144

 

-2.424

 

Marche

17.426

18.703

-1.277

 

-822

 

Lazio

87.564

89.623

-2.059

 

-370

 

Abruzzo

13.214

16.057

-2.843

 

-2.148

 

Molise

2.845

4.078

-1.233

 

-3.843

 

Campania

45.431

60.731

-15.300

 

-2.633

 

Puglia

33.579

42.641

-9.062

 

-2.223

 

Basilicata

4.662

6.876

-2.214

 

-3.747

 

Calabria

16.199

24.030

-7.831

 

-3.901

 

Sicilia

38.959

57.696

-18.736

 

-3.725

 

Sardegna

15.140

20.791

-5.650

 

-3.392

 

ITALIA

732.061

774.636

-42.575

 

-714

 

(*) differenza tra quanto una Regione versa allo Stato in termini di imposte, tasse, tributi e contributi e quanto riceve in termini di trasferimenti e servizi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elaborazione Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Dipartimento per le Politiche di Sviluppo

.

(da un articolo di Giovanni Parente e Gianni Trovati da IlSole24Ore.com, per visualizzarlo clicca qui)