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Cinque regioni pagano per tutti

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Cinque regioni pagano per tutti e le tasse del Nord regalano cinquanta miliardi al Paese

Federalismo fiscale: chi ci guadagna?

LA POLPA del federalismo? Oltre 64 miliardi di euro l'anno. É questo il "malloppo" che, secondo uno studio della Cgia di Mestre, le regioni più virtuose d'Italia (quattro nel nord, una del centro) potrebbero risparmiare se si arrivasse a un federalismo duro e puro, all'insegna del "ciascuno fa per conto proprio". Per fortuna si parla di un federalismo "solidale", anche se ancora è tutto da costruire.
UNO STUDIO della Cgia di Mestre scatta la fotografia di che cosa c'è in ballo. Le regioni virtuose, ossia quelle che danno allo Stato più di quanto ottengono sotto forma di trasferimenti e servizi pubblici, sono cinque, di cui quattro al Nord (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna) e una del Centro (Lazio). La regione più virtuosa in assoluto è la Lombardia che contribuisce con un saldo, tra ciò che dà e ciò che riceve, di ben 42,574 miliardi di euro. Al secondo posto si piazza il Veneto con un notevole 6,882 miliardi. A un'incollatura di distanza guadagna il podio l'Emilia Romagna con 5,587 miliardi. Più staccato, ma sempre con la coccarda di virtuoso, il Piemonte con 1,219 miliardi. I "magnifici quattro" del nord, quindi, sono contribuenti attivi per 56,262 miliardi di euro. Anche il Lazio (ma va considerato il peso specifico di una città molto ministeriale e impiegatizia come Roma) non sfigura con i suoi 8,720 miliardi di euro di saldo contributivo che la pone al secondo posto in assoluto dietro la Lombardia. Dato che sembra smentire in modo clamoroso il luogo comune di "Roma ladrona". Tutte le altre regioni, comprese quelle del Nord, chi più chi meno, dall'attuale sistema ci guadagnano. La Toscana, ad esempio, ha un saldo a suo favore di 0,776 miliardi, la Liguria di 3,304 miliardi, il Friuli Venezia Giulia di 2,104 miliardi, il Trentino Alto Adige (2,177), la Valle D'Aosta di 0,617 miliardi. Ancora meglio va per le regioni del Sud come Sicilia (21,713 miliardi), Campania (17,290), Puglia (13,668).
I DATI della Cgia tra le loro pieghe mettono in rilievo un paio di cosette non di poco conto. Il primo è che proprio le regioni a statuto speciale (Valle D'Aosta, Trentino Alto Adige, con l'aggiunta del caso eclatante della Sicilia) non brillano per rigore della loro amministrazione. La morale è che non è scontato che autonomia diventi sinonimo di virtuosità. Quindi, servirà molta attenzione su come costruire il federalismo per non cadere dalla padella nella brace. La seconda cosa l'ha messa in luce il segretario della Cgia, Bortolussi: «Ciò che i cittadini del Nord sentono con maggiore insofferenza è il fatto che il contributo dato dalle loro regioni è costantemente aumentato dal 2002 al 2007. In Lombardia l'incremento è stato del 47%, in Piemonte del 33% e in Veneto del 32%. Incrementi che con un serio federalismo fiscale, che coniughi solidarietà, responsabilità ed efficienza della spesa pubblica dovrebbero diminuire». Insomma, secondo Bortolussi, è qui il cuore del motivo dell'ottimo risultato elettorale della Lega in Lombardia, Veneto e Piemonte.

(da un articolo di Nuccio Natoli su Quotidiano.net)