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La Lega Nord è il partito più potente d'Italia (per il New York Times)

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La Lega Nord è il partito più potente d'Italia (per il New York Times)

Il più potente partito politico italiano? Per il New York Times non ci sono dubbi, è la Lega Nord. È il partito di Umberto Bossi a tenere nelle sue mani la sopravvivenza del Primo ministro Silvio Berlusconi, mentre «il governo vacilla». Il peso politico di Berlusconi è «pericolosamente basso», fa notare nel suo reportage Rachel Donadio. L'ostilità nella sua coalizione è esplosa in «guerra aperta» e il premier sta cercando di sventare il crollo del governo e le elezioni anticipate in un momento in cui «56 miliardi di dollari di titoli di stato stanno per arrivare a scadenza e i mercati mondiali sono attenti».
L'attuale crisi politica – scrive il Nyt - ha rafforzato Bossi e «l'uomo di punta della Lega Nord nel governo, il ministro delle Finanze Giulio Tremonti», considerato un possibile candidato a succedere al premier. Attenzione però: «Nessuno dimentica – osserva il quotidiano Usa - che la Lega Nord, anche se partner di ogni governo Berlusconi, non sempre è stata leale»: nel 1994 il primo governo Berlusconi cadde dopo che il partito si tirò fuori e, senza il suo appoggio, perse le elezioni del 1996. Con il suo appoggio, vinse di nuovo nel 2001 e nel 2008.
La Lega non è affatto una "frangia folcloristica", come potrebbero far pensare la foto di Bossi alla sorgente del Po e la descrizione del leader («noto per il suo linguaggio sapido, le sue canottiere e il fatto di fumare sigari nonostante un ictus gli abbia tolto buona parte della voce»). «Profondamente populista», la Lega è il partito italiano che è cresciuto più in fretta ed è diventato il più potente «di tutti perché si è abbeverato alla fonte delle paure italiane ed europee per "l'economia, l'immigrazione e la perdita di identità locale». In una crisi «così complessa da confondere qualsiasi veterano analista politico», una cosa è chiara: «Berlusconi sta faticosamente lottando per tenere insieme la sua coalizione», dopo l'uscita di Gianfranco Fini.
I leader della Lega Nord dicono che appoggeranno Berlusconi, ma «almeno per il momento» vogliono le elezioni la prossima primavera, spiega il Nyt. In cambio del suo appoggio il partito vuole il federalismo fiscale. «Quello che è in gioco è il Sud», che la Lega critica "senza pietà" per la corruzione e lo storico spreco delle risorse statali, continua Donadio. «Molti dicono che il federalismo dividerà ulteriormente il paese tra il prospero Nord e il povero Sud».
Per sopravvivere, Berlusconi dovrà trovare un «difficile equilibrio. Ha bisogno dell'appoggio della Lega Nord, ma non può rinunciare all'appoggio del Sud. Deve mettere insieme il diavolo e l'acqua santa», dice al Nyt Roberto D'Alimonte, professore di scienze politiche all'Università di Firenze ed editorialista del Sole 24 Ore.
L'opposizione ha le sue responsabilità: il quotidiano statunitense osserva che l'ascesa della Lega Nord deriva tanto dalla sua piattaforma – meno immigrati clandestini e federalismo fiscale – quanto dall'incapacità degli altri partiti, «non ultimo il Partito Democratico», di «affrontare le paure degli italiani o presentare un programma coerente per aiutare l'Italia a restare competitiva».

(da un articolo di Elysa Fazzino su IlSole24Ore.com, per visualizzarlo clicca qui)