News

LA NOSTRA LOMBARDIA – Programma di Roberto MARONI Presidente per le elezioni regionali

AddThis Social Bookmark Button

PROGRAMMA del CANDIDATO PRESIDENTE ROBERTO MARONILA NOSTRA LOMBARDIA – Programma di Roberto MARONI Presidente per le elezioni regionali
Elezioni Regionali del 24-25 Febbraio 2013

LA NOSTRA LOMBARDIA

INTRODUZIONE

Continuità e Innovazione
La Lombardia è oggi uno dei crocevia in cui si concentrano tutte le sfide che coinvolgono non solo il nostro Paese, ma anche l’Europa e il mondo: il lavoro, la crescita, un welfare adeguato ai nuovi bisogni delle persone, la giustizia sociale.
Se possiamo affrontare la stagione che si sta aprendo con coraggio e speranza è perché siamo forti di un’eredità straordinaria - che ci proviene da un lungo e positivo periodo di buongoverno e di buona amministrazione unico nel nostro Paese - e delle caratteristiche stesse di questa terra e dei suoi cittadini, sulle quali vogliamo continuare a scommettere.

Ce lo insegna la storia stessa di una regione che, nei secoli, ha visto cooperare insieme popolo, mercanti, ordini religiosi, nell’ambito di quella solidarietà civile che ha offerto all’Europa e al mondo anche le prime opere di pubblica assistenza e ospedaliere.
La stessa dinamica si registra nel campo imprenditoriale. Le piccole e medie imprese, spesso nate dentro un ambito familiare, che hanno costituito i distretti aziendali, le reti territoriali con cui riescono ad andare all’estero e innovare, ottenendo il sostegno dalle banche popolari e dal credito cooperativo, costituiscono l’ossatura economica della Lombardia. Il supporto che in questi anni hanno ottenuto dalla Regione ha significato la possibilità di nuova occupazione, di crescita e di internazionalizzazione del nostro tessuto imprenditoriale.
La forza della società lombarda, quindi, è originata da questa capacità di collaborazione tra le parti, con l’ausilio e il coordinamento delle istituzioni locali. È vero nella nostra storia passata, quanto in quella degli ultimi anni, dove la morsa della crisi si è fatta sentire ma è stata più contenuta. E ciò lo si vede dal confronto anche con altri Paesi europei. La Lombardia, infatti, presenta un PIL complessivo superiore a quello di Austria, Grecia e Danimarca e quasi doppio di quello di Portogallo e Irlanda, e a livello europeo si colloca al 5° posto per PIL pro-capite a parità di potere d’acquisto.
I risultati raggiunti da Regione Lombardia si sono rivelati una ricchezza e un traino per l’intero Paese. Per questo motivo la proposta politica che oggi rivolgiamo ai cittadini lombardi è quella della continuità e dell’Innovazione. Occorre, dunque, da un lato saper conservare il meglio di un sistema di governo aperto e fondato sul riconoscimento del ruolo della società civile e sul protagonismo delle persone, dei corpi sociali e dei territori, e dall’altro individuare quelle proposte in grado di far fronte a una dinamica di bisogni e di esigenze via via emergenti.
Possiamo fare questo innanzitutto insistendo con convinzione e determinazionesulla strada della sussidiarietà, il principio di governo che è stato ed è il tratto distintivo del “modello lombardo”, e che ha rappresentato una vera e propria “rivoluzionecopernicana” nei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini.
In secondo luogo, occorre partire dalla constatazione e da una leale e responsabile consapevolezza che le Regioni oggi sono direttamente in grado di intercettare aspettative, interessi, bisogni da parte della società: esse sono diventate il vero punto di forza dei sistemi nazionali e vi è una domanda politica che si rivolge a loro e le rende istituzioni politiche. Proprio grazie alla vicinanza ai propri territori, le realtà regionali stanno dimostrando di saper reagire alla crisi in modo più rapido ed efficiente rispetto ai sistemi nazionali e stanno quindi trascinando in un meccanismo virtuoso anche i propri sistemi nazionali.
Per questo riteniamo che una Macroregione Nord è quello che serve per cogliere e rilanciare l’importanza delle vocazioni produttive, di export, di innovazione e valore aggiunto che si annidano nel Nord del Paese. Può essere un orizzonte nuovo vero, su cui confrontare e mobilitare il meglio delle esperienze del mondo accademico, della rappresentanza d’impresa, della società civile. L’obiettivo è che le Regioni del bacino padano, unite da una sorta di federalismo d’azione, possano garantire una migliore e più efficacie gestione delle tematiche per portare un vantaggio per il territorio e per la popolazione residente.
A rendere credibile e attuabile il progetto di una macroregione del Nord, autonoma dal punto di vista politico e amministrativo, vi sono due elementi: l’omogeneità, cioè l’unità organica delle comunità territoriali della valle del Po; l’esigenza di una revisione dell’istituto regionale, a partire da interventi possibili già da ora, a quadro costituzionale invariato, che consenta di mantenere nel territorio almeno il 75% del gettito tributario complessivo. A rafforzamento di questa prospettiva, La Lega Nord ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare, per la quale si stanno raccogliendo le firme, affinché vengano modificati gli articoli 116, 117 e 119 della Costituzione: tali modifiche, da sottoporre a referendum, hanno per obiettivo la costituzione delle cosiddette “Comunità Autonome”.
Si ritiene pertanto necessario, entro la fine della legislatura portare a termine le seguenti riforme:

  • istituzione della macroregione attraverso le intese di cui all’art. 117 penultimo comma della Costituzione
  • attribuzione e utilizzo in ambito regionale, prevedendo la riduzione della pressione fiscale, di risorse in misura non inferiore al 75% del gettito tributario complessivo degli Enti di cui all’art. 114 della Costituzione prodotto nel singolo territorio regionale e che le risorse prodotte dal restante 25% del gettito tributario complessivo siano utilizzate dallo Stato per sostenere le spese dell’Amministrazione relative a funzioni non territorializzabili (p. es.: politica estera e interessi debito pubblico) e quelle relative alla perequazione nazionale.

Vogliamo in questo modo aprirci ad una stagione di nuove grandi riforme nel segno dell’innovazione. Un’attitudine propria di Regione Lombardia, che da sempre si contraddistingue per la sua capacità di guardare lontano. L’innovazione, nelle nostra concezione, non deve essere riservata solo ai campi del progresso scientifico, tecnologico e industriale, ma intesa come un grande principio che crei nuovi modelli di sviluppo e includa ogni campo dell’azione di governo.
Innovazione nelle politiche per l’impresa, favorendo le start-up di giovani imprenditori, il sostegno alla ricerca tecnologica, la creazione di nuove forme di agevolazione del credito, l’internazionalizzazione.
Innovazione nel welfare e nella sanità, individuando nuove modalità di soddisfacimento dei bisogni sociali emergenti.
Innovazione nella direzione di un mercato del lavoro più aperto, rimuovendo gli ostacoli che separano la formazione dal lavoro e che impediscono un ingresso adeguato dei giovani e delle donne.
Innovazione nella Pubblica Amministrazione, completando la rivoluzione digitale per rendere ancor più efficiente la macchina burocratica, per abbattere i costi delle istituzioni attraverso le tecnologie digitali, per rendere ai cittadini e alle imprese servizi più trasparenti, rapidi ed efficaci.
Innovazione nella scuola e nell’università, garantendo ancor di più la libertà di scelta e offrendo i mezzi - anche economici - perché tale libertà sia effettiva; sostenendo attraverso la meritocrazia i giovani talenti; accrescendo l’autonomia degli istituti e le migliori capacità della docenza; favorendo legami interni sempre più forti tra gli Atenei e reti esterne sempre più strette tra i mondi dell’Università e dell’Impresa.
Innovazione grazie al volontariato e al non profit, riconoscendo la forza d’intervento del terzo settore come una delle leve più robuste per portare innovazione nel modo di amministrare e governare un territorio.

ECONOMIA E FISCALITÀ

Riduzione aliquote IRAP e addizionali IRPEF
Nell’ottica di riduzione della pressione fiscale e per sostenere l’economia e l’occupazione locale, si realizzeranno prioritariamente azioni di supporto alle imprese, nell’ambito delle possibilità che le Regioni hanno di agire sull’aliquota Irap di base prevedendo agevolazioni ed esenzioni specifiche.
Per quanto attiene invece alle aliquote addizionali regionali IRPEF, si perseguirà una sempre più corretta redistribuzione delle risorse, attraverso una revisione delle aliquote stesse, al fine di rendere più sostenibile il prelievo fiscale per le fasce a minor reddito e consentire l’implementazione del fattore famiglia.
Ulteriori misure per favorire crescita e occupazione

  • Azzeramento dell’Irap e definizione di una moratoria in accordo con lo Stato, per un periodo di 3 anni, che consenta di far diventare la Lombardia una no tax area per chi crea valore: nuove imprese, imprese che assumono giovani, neo-professionisti che avviano l’attività professionale, non profit e terzo settore, imprese a impatto ambientale zero, imprese turistiche, culturali e di valorizzazione del territorio, botteghe e negozi storici, aziende agricole e micro produttori locali. Obiettivo: creazione di 115.000 nuovi posti di lavoro all’anno, di cui 1/3 a tempo indeterminato e 1/3 destinato a giovani under 30, per una stima nel triennio di 345.000 nuovi posti di lavoro (stima su elaborazioni dati ISTAT e Servizio Studi Camera di Commercio di Milano)
  • contrattazione di secondo livello regionale per i settori della scuola e della sanità, definendo un accordo per riconoscere una quota premiale allo stipendio dei migliori insegnanti e dei migliori medici e operatori sanitari;
  • credito contributivo a tutti i lavoratori che investono nella previdenza complementare, nella previdenza assistenziale integrativa e nella previdenza sanitaria integrativa per le prestazioni specialistiche e diagnostiche avanzate;
  • moratoria per tre anni da tutti gli adempimenti amministrativi e burocratici delle imprese (in attuazione dello Statuto delle Imprese), fatto salvo quelli che hanno impatto immediato e diretto sui diritti della persona e dell’ambiente (impatto zero per la PA, risparmio per le imprese in funzione delle misure adottate e fino a 500 milioni di euro).

Previdenza complementare integrativa e federalismo previdenziale
L’istituzione di un Fondo regionale per la previdenza integrativa, è una carta vincente perché lega il lavoratore a una dimensione territoriale. In questo modo i lavoratori potranno contare su un’unica posizione anche se avranno occupazioni in settori diversi nel corso della loro vita lavorativa, con la certezza di versare i propri risparmi, o quote di stipendio, in un fondo la cui garanzia è data da Regione Lombardia.
Lotta all’evasione fiscale
Regione Lombardia incrementerà la collaborazione con l’Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione fiscale. I decreti sul Federalismo fiscale hanno stabilito che il 100% del gettito evaso che viene recuperato grazie ai controlli effettuati su segnalazione della Regione resti nelle casse della Regione stessa: questa azione consentirà quindi di recuperare ulteriori risorse che possono essere utilizzate per gli investimenti senza essere computate nel tetto del Patto di stabilità, riducendo al contempo il livello di indebitamento per far fronte agli investimenti.
Interventi a sostegno della casa e delle piccole imprese di costruzione
Regione Lombardia metterà in atto interventi finalizzati a sostenere l’acquisto della casa da parte di cittadini e famiglie attraverso strumenti quali:

  • individuazione del soggetto garante nei confronti del sistema bancario, attraverso lo sviluppo di strumenti finanziari che permettano di abbassare gli interessi dei mutui nei confronti dei contraenti, rinegoziando/allungando anche i piani di ammortamento;
  • acquisizione attraverso un fondo immobiliare, degli immobili delle imprese di costruzione in difficoltà finanziaria liberando liquidità nel mercato;
  • elaborazione di nuovi strumenti a favore delle famiglie che hanno necessità di accedere a mutui per l’acquisto della prima casa.
  • costituzione di un fondo al quale i piccoli costruttori conferiscano gli alloggi invenduti a prezzo convenzionato, per essere rimettessi sul mercato, agevolandone la collocazione quale forma evoluta di housing sociale.

Riscossione dei tributi a livello regionale
La società di riscossione Equitalia Nord Spa, per attuare il recupero dei crediti degli enti locali e dello Stato, fa ampio ricorso allo strumento delle procedure esecutive quali ipoteche immobiliari, pignoramenti di stipendi e conti bancari, fermi amministrativi (le cosiddette “ganasce fiscali”) sui beni mobili registrati, con il fine di colpire i contribuenti morosi. L’applicazione di questi strumenti di riscossione dei tributi presenta evidenti limiti in termini di efficacia e rischia di colpire i contribuenti in modo indiscriminato e talora vessatorio, inclusi gli elevati tassi di mora applicati.
La riscossione deve essere più vicina al territorio ed alle sue problematiche se effettuata direttamente dagli enti locali o tramite società/agenzie da essi incaricate, con la possibilità quindi di distinguere i soggetti che volutamente evadono da quelli che sono invece in situazione di effettiva difficoltà. Tale modalità permetterebbe inoltre di ridurre sensibilmente i costi di riscossione, che gravano ancora sui cittadini. La riscossione locale dei tributi a capo delle singole Regioni permetterebbe di adeguarsi in maniera più attenta ed efficace alle problematiche del territorio e al tessuto sociale locale.
Si individuerà un soggetto dedicato alla riscossione regionale per dare un adeguato supporto agli Enti locali e allo stesso tempo per ridurre disagi e costi per i cittadini in difficoltà. Inoltre si richiederà al Governo di delegare al nuovo ente regionale anche la riscossione dei tributi statali.
Finlombarda, che sta studiando questa problematica, potrà essere uno strumento prezioso.
Patto di stabilità territoriale
A partire dal 2009 è in vigore in Regione Lombardia il Patto di Stabilità Territoriale, che ha costituito una positiva esperienza, contribuendo ad allentare i vincoli di finanza pubblica degli enti locali lombardi e a liberare una significativa mole di risorse finanziarie.
La norma consente di sbloccare numerosi pagamenti alle imprese da parte delle amministrazioni locali, tra cui i cosiddetti residui passivi in conto capitale, peggiorando il proprio obiettivo di saldo programmatico.
In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, questa rappresenta una misura importante che va incontro anche al mondo delle piccole e medie imprese, da sempre motore del nostro sistema economico-produttivo.
L’applicazione del Patto Territoriale negli ultimi anni è infatti stata accolta molto positivamente dagli enti locali lombardi. I criteri che ispirano la distribuzione dei benefici tra gli enti locali coinvolti mirano a privilegiare quegli interventi in grado di generare effetti immediati e positivi velocizzando i pagamenti delle Pubbliche Amministrazione lombarde ed immettendo quindi liquidità nel sistema economico lombardo.
Nel 2009 lo stanziamento da parte di Regione Lombardia è stato pari a 40 milioni di euro. Sulla base della positiva esperienza intrapresa, si è proceduto anche per l’anno 2011 a sottoscrivere un accordo per l’applicazione del Patto di Stabilità Territoriale 2011, mettendo in campo risorse per 70 milioni di euro, anche sulla base di criteri di virtuosità. Nel 2012 il plafond destinato agli Enti locali è stato pari a 210 milioni di euro e, in parte, è stato riservato anche ai Comuni impegnati per l’Expo e a quelli colpiti dal terremoto dello scorso maggio.
Nel corso della legislatura si proseguirà nell’ottica di incentivazione e sviluppo (aumentando anche il plafond a disposizione) del Patto di stabilità territoriale, che rappresenta un volano per l’economia lombarda e un aiuto concreto alle amministrazioni locali sempre più in difficoltà a causa delle manovre statali e che sarà esteso anche ai Comuni sotto i 5000 abitanti.

ASSETTI ISTITUZIONALI

La Lombardia è la regione, dati alla mano, più efficiente e meno costosa d’Italia.
Ma l’efficienza amministrativa, da sola, non basta. Occorre anche che sia riconosciuta dallo Stato quella necessaria autonomia che permette alla Lombardia e, con essa, alle altre grandi regioni del Nord, di continuare a svolgere il fondamentale ruolo di locomotive del Paese. Per questo la creazione di una Macroregione del Nord costituisce un’opportunità irrinunciabile per una migliore e più efficace gestione di competenze e per garantire un vantaggio sia per il territorio, sia per lo Stato nazionale.
Macroregione del Nord
Sarà avviato un percorso di collaborazione forte tra le Regioni del Nord, conformemente a quanto previsto dalla Costituzione Italiana, che permette alle regioni di ratificare intese su materie già di competenza delle regioni e su materie, oggi di competenza dello Stato, sulle quali è possibile avviare l’interlocuzione con il Governo per il trasferimento di tutte le leve normative e finanziarie necessarie per una gestione diretta regionale. Il Consiglio Regionale Lombardo depositerà una proposta di legge, da sottoporre anche a quelle regioni disposte a concorrere alla creazione della macroregione del nord, dotata di ampia autonomia.
L’art. 116 comma 3 della Costituzione introduce il principio della differenziazione degli ordinamenti delle Regioni a Statuto ordinario, attribuendo a ciascuna Regione la possibilità di negoziare con lo Stato forme e condizioni particolari di autonomia che incidono sul piano amministrativo, finanziario e legislativo, come per esempio sui temi della giustizia di pace, dell’istruzione, della tutela dell’ambiente e dei beni culturali.
Di fatto, lo Stato centrale non ha mai permesso alle Regioni di sfruttare concretamente questa concessione normativa; soprattutto nel corso dell’ultimo anno infatti si è posto in essere un tentativo di accentramento di tutti i poteri e delle
competenze che erano state attribuite alle Regioni con la riforma del Titolo V in una positiva ottica di federalismo, esautorando di fatto le Regioni dalle loro prerogative e svuotando la lettera della Norma costituzionale.
Vogliamo che vengano riconosciute maggiori competenze, alle quali dovranno corrispondere maggiori risorse provenienti da tributi ed entrate regionali e dalla partecipazione diretta della Regione al gettito di tributi erariali riferibili al proprio territorio.
Europa
Crediamo nell’idea di un’Europa dei popoli e delle regioni, in cui le regioni assumano un ruolo trainante nel contesto europeo, in quanto in grado - come e più degli stati nazionali - di intercettare aspettative, interessi e bisogni da parte della società.
Macroregione Alpina
Vogliamo completare il percorso di partecipazione alla Macroregione Alpina, una strategia condivisa con le più importanti regioni del centro Europa, in grado di orientare in futuro le scelte della programmazione UE, potenziare la forza economica di questa regione, garantire un sempre migliore utilizzo dei fondi comunitari.
Nell’ultimo biennio Regione Lombardia è stata uno degli enti territoriali più attivi nel promuovere una connessione delle Regioni del Nord con le aree transfrontaliere alpine.
Regione Lombardia si è impegnata nell’elaborazione della prima agenda di temi prioritari da affrontare congiuntamente, allo scopo di rafforzare il principio della convergenza delle politiche regionali. Tra queste si possono assolutamente annoverare la competitività del settore produttivo, la definizione di politiche energetiche comuni, l’integrazione dei trasporti e la tutela e valorizzazione di un patrimonio ambientale comune.
Programmazione Comunitaria
Regione Lombardia dovrà avere un ruolo da protagonista nella Programmazione Comunitaria 2014-2020, affinché i fondi europei valorizzino al massimo il nostro territorio. Regione Lombardia continuerà a utilizzare il 100% dei fondi comunitari disponibili evitando sprechi e mancati impegni delle risorse.
Reti internazionali
Vogliamo proseguire e rinsaldare i rapporti all’interno delle reti interregionali internazionali, come la rete dei Quattro Motori per l’Europa e del World Regions Forum.
Cooperazione allo sviluppo
Vogliamo mantenere un ruolo di primo piano nella Cooperazione allo sviluppo internazionale, favorendo forme di collaborazione tra ONG, associazioni di categoria e aziende per massimizzare impatti e ritorni dei progetti. Vogliamo cogliere l’opportunità di Expo 2015 per convogliare le risorse su progetti legati ai grandi obiettivi del Millennio.
Burocrazia zero nella Pubblica Amministrazione
Dal 1995 sono 1.479 le leggi abrogate e 10 i Testi Unici approvati. Proseguiremo nel riordino e ulteriore semplificazione della legislazione vigente. Si proseguirà nell’opera di semplificazione e sburocratizzazione di tutte le procedure amministrative regionali, in particolare per le imprese, rafforzando il tavolo “zero burocrazia”, dal quale emergeranno le migliori “best practices”, che potranno essere adottate all’interno della macroregione.
Riduzione dei costi e riduzione della spesa
Già ora la Lombardia costituisce la regione più efficiente e meno costosa d’Italia; solo 21 euro a cittadino, contro i 109 di media nazionale. Il personale di Regione Lombardia è diminuito del 30% dal 1995 al 2010 (da 4.000 a 3.000 dipendenti)
e i dirigenti nello stesso periodo sono diminuiti del 54% (da 560 a 240). Vogliamo confermare le virtuosità di questa amministrazione proseguendo nella direzione di una costante opera di riduzione dei costi della “macchina amministrativa” e di riduzione della spesa improduttiva. Siamo convinti che solo in questo modo sia possibile liberare risorse che possono essere investite nella crescita e nei servizi.
Tempi di pagamento
Regione Lombardia è una delle pochissime amministrazioni in Italia che paga i propri fornitori entro 60 giorni. Crediamo che questo sia un risultato rispetto al quale tutte le amministrazioni pubbliche dovrebbero attestarsi. Assicureremo un costante monitoraggio dei pagamenti perché vengano rispettati i 60 giorni e ulteriormente abbassati, e promuoveremo accordi con altre Pubbliche Amministrazioni lombarde per replicare il medesimo modello.
Digitalizzazione
La digitalizzazione dei provvedimenti amministrativi garantisce risparmi di spesa e assicura un servizio al cittadino più trasparente. È questa la strada per una burocrazia moderna e intelligente. Intendiamo proseguire nella digitalizzazione e
nella dematerializzazione dei servizi digitali regionali, a partire dal nuovo portale web orientato ai servizi alle imprese e alla progettazione partecipata.
Trasparenza e legalità
Vogliamo rendere più efficaci e rigorose le misure in materia di trasparenza e legalità, rafforzando ulteriormente i sistemi di controllo e monitoraggio realizzati da Regione Lombardia dal 1997 a oggi.
Efficienza e trasparenza della politica
Funzionamento del Consiglio Regionale
Regione Lombardia, già esempio di efficienza amministrativa e legislativa, si propone di dare al cittadino un segno significativo di ulteriore velocizzazione degli iter procedimentali, per migliorarne l’efficacia e per raggiungere gli obiettivi nella maniera più rapida possibile. Ciò si realizzerà intervenendo sulle procedure di approvazione delle leggi e sui regolamenti consiliari, attraverso semplificazioni e non trascurando la possibilità di inserimento di strumenti innovativi.
Riduzione costi della politica
Nel rispetto di quanto stabilito dalla conferenza Stato-Regioni, si proseguirà sul fondamentale capitolo della riduzione dei costi della politica, tenendo conto che il Consiglio regionale della Lombardia, nonostante sia l’Assemblea regionale che esercita il minor peso sulle spalle dei contribuenti (7,7 euro a cittadino), ha varato nel 2011 (quindi in tempi non sospetti e fuori da qualsiasi campagna elettorale) una legge per la riduzione dei compensi dei consiglieri regionali, riducendo sia l’indennità di funzione, sia la diaria dei consiglieri. Con la stessa legge n. 21/2011 il Consiglio ha votato l’abrogazione del vitalizio, l’eliminazione dell’indennità di fine mandato ed altri tagli sui rimborsi trasferte.
Per quanto riguarda i rimborsi ai gruppi consiliari, si stabiliranno regolamenti che individueranno con precisione le spese ammissibili e le necessarie autorizzazioni, introducendo forme di controllo severe e sanzionatorie, individuando specifiche tipologie di acquisti che non possono essere effettuati dai singoli consiglieri ma dal gruppo consiliare nell’interesse e a tutela degli stessi consiglieri.
Le autovetture destinate al Consiglio e alla Giunta saranno esclusivamente di servizio, non ad uso personale ma a rotazione secondo le necessità.

FAMIGLIA, WELFARE E SANITÀ

Famiglia e welfare
La persona è misura della politica e dell’azione nello spazio pubblico.
Centralità della persona significa tutela della vita in ogni sua fase e in ogni sua fragilità; significa difesa di quel luogo dove la persona ha origine e sviluppa la sua naturale dimensione relazionale, ovvero la famiglia quale cellula fondamentale della società. La famiglia, in questo senso, è la prima agenzia di welfare, perché essa genera, cura ed educa i cittadini di domani, assiste e si fa carico di disabili e anziani, mantenendo vivo quel legame tra generazioni che è fondamentale per il futuro di qualunque società. Intorno a questo nucleo originario occorre costruire un nuovo sistema di politiche sociali e sociosanitarie, valorizzando i compiti che già la famiglia svolge e offrendo ad essa una rete di supporto e aiuto, in un ottica sussidiaria.
Da questo punto di vista è limitante parlare di welfare come sola questione di diritti. Noi preferiamo farne una questione di diritti e di doveri insieme, per cui oltre al bisogno espresso dal singolo si riconosca la capacità di risposta delle famiglie, delle associazioni, del privato sociale, profit e non profit, e delle reti di mutuo-aiuto, quale espressione di quel “dovere” costituzionale riconosciuto a ciascun cittadino di contribuire al progresso civile e sociale. Simile convinzione non nasce solo da principi ideali cui pure ci richiamiamo, ma ha anche una valenza economica: un welfare così pensato è meno dispendioso e più funzionale, perché valorizza energie capillarmente diffuse sul territorio e risposte più puntuali
ai bisogni dei cittadini.
Per questo nella prossima legislatura intendiamo:

  • promuovere e garantire, attraverso un sempre più adeguato sistema di accreditamento e controllo, una rete di unità di offerta qualificata, la presa in carico globale della persona e della famiglia, la corresponsabilizzazione degli attori del sistema, l’integrazione di politiche e risorse per la famiglia, l’ottimizzazione dell’organizzazione territoriale, la promozione del terzo settore
  • sviluppare ulteriormente la Legge regionale sulla famiglia, con il particolare intento di promuovere l’associazionismo, spingere maggiormente sulla costruzione di reti di auto mutuo aiuto, creare progetti di risposta alle varie e mutevoli esigenze familiari ed estendendo l’applicazione del Fattore Famiglia lombardo attualmentein fase di sperimentazione. Rispetto all’ISEE, la scala di equivalenza del FFL considera una pluralità di elementi, tra cui:
    - maggior peso al numero dei componenti del nucleo famigliare (vantaggio per le famiglie numerose);
    - presenza di figli in età di studio (fino ai 26 anni) e di persone con oltre 75 anni (anziani a carico);
    - casi di mono-genitorialità o vedovanza;
    - presenza di persone invalide o con disabilità, con ulteriore attenzione in caso di minore età;
    - computo dell’affidamento familiare;
    - computo delle situazioni di difficoltà occupazionale.
  • Garantire l’integrazione di risorse da erogare alla famiglia quale unica destinataria di tutte le politiche di welfare, evitando così le potenziali duplicazioni di spesa derivanti dall’attuale frammentazione gestionale e finanziaria; sarà prioritario sostenere anche i coniugi separati con difficoltà economiche, specialmente in caso di presenza di minori
  • Semplificare l’accesso ai servizi tramite lo Sportello Unico per il Welfare, dove il cittadino possa rivolgersi per avere accesso a tutte le prestazioni di assistenza e sociosanitarie
  • Affrontare in modo trasversale e multidimensionale il tema della disabilità estendendo il Piano d’Azione Regionale 2010-2020 per le persone con disabilità a tutta la Pubblica Amministrazione lombarda. Gli obiettivi principali del Piansono di garantire piena dignità di esistenza a tutti i cittadini, promuovendo un ambiente favorevole che coinvolga tutti i settori della società (sanità, educazione, lavoro, mondo dell’impresa, terzo settore, enti e istituzioni locali, trasporti, tempo libero) e di realizzare un ambiente sempre più capace di sostenere concretamente la volontà delle persone con disabilità di perseguire la propria realizzazione personale e sociale. In particolare, si intende favorire la vita indipendente delle persone con disabilità. Il Piano d’Azione Regionale è dunque uno strumento operativo che definisce obiettivi e strumenti per una politica regionale unitaria per le persone con disabilità e le loro famiglie per favorire le esperienze virtuose già presenti sul territorio, razionalizzando e ottimizzando l’esistente e garantendo una integrale continuità di risposte
  • Avere cura dei nostri anziani potenziando gli interventi domiciliari, valorizzando e sostenendo l’invecchiamento attivo come risorsa per tutta la comunità
  • Estendere e potenziare l’applicazione del Piano Regionale delle Dipendenze ponendo particolare attenzione alle nuove dipendenze (gioco d’azzardo, internet)
  • Promuovere interventi finalizzati alla protezione, alla cura e al sostegno delle vittime di violenza, con particolare riguardo alle donne
  • Proseguire nell’evoluzione dei consultori familiari in centri per la famiglia, quali luoghi che garantiscano la presa in carico globale della persona, della famiglia e delle donne non solo durante la gravidanza, ma anche dopo il parto
  • Affrontare la necessità di formare le nostre giovani generazioni al lavoro ed alla partecipazione e nonostante la riduzione delle risorse, la galassia di associazioni pubbliche e della società civile ha trovato forme alternative e creative per coinvolgere i nostri giovani, offrendo anche la possibilità di sbocchi lavorativi futuri per i ragazzi che decidono di intraprendere questo genere di esperienze. Regione Lombardia intende porsi all’avanguardia per ciò che concerne l’introduzione di strumenti innovativi per la gestione di una risorsa importante come il servizio civile, senza aggravio per il nostro bilancio regionale
  • Proseguire nel sostegno alla natalità, alla maternità e alla paternità, continuando l’esperienza del fondo Nasko e anche attraverso la valorizzazione dei Centri di Aiuto alla Vita; valorizzare le politiche territoriali di conciliazione dei tempi lavorativi con le esigenze familiari e le reti di imprese che offrono questo tipo di servizi ai propri dipendenti; incentivare in ogni modo la contrattazione decentrata e di secondo livello, per permettere il ricorso a strumenti innovativi di welfare aziendale volti ad accrescere il benessere del lavoratore e la competitività dell’impresa; rafforzare la presenza degli asili nido
  • Orientare in chiave regionale l’azione di INPS e INAIL, promuovendo azioni sul Governo per integrare ed aggregare tutte le risorse investite sul territorio in politiche sociali, dare maggiore efficacia nelle risposte ai bisogni delle persone e delle famiglie, omogeneizzare i criteri d’accesso alle prestazioni e mettere in relazione tra loro i diversi livelli istituzionali (INPS, Regione, Comuni, Asl, ecc); intendiamo anche sostenere la creazione di fondi integrativi pensionistici
  • Per quanto riguarda gli aspetti legati alle separazioni, in base ai dati dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, ogni anno sempre più coppie si separano. Tra il 2004 e il 2007 si è registrato un incremento a livello nazionale del 35% che sale al 42.5% se si considera la sola Lombardia. Nel 58% dei casi sono presenti dei figli e questo causa serie ripercussioni, sia rispetto alle condizioni di vita a causa dell’impoverimento delle famiglie a seguito di separazione/divorzio, sia nei confronti della conseguente difficoltà a svolgere il ruolo genitoriale. Le principali azioni di sostegno che possono essere messe in campo sono un rafforzamento di programmi di mediazione familiare volti a sviluppare l’esercizio del ruolo genitoriale e a prevenire situazioni di conflittodurante la separazione, un aiuto alla residenzialità nel momento in cui uno dei coniugi deve allontanarsi dalla dimora coniugale, un sostegno economico che può essere utilizzato delle famiglie in questo particolare momento di difficoltà e che potrebbe riguardare anche l’anticipo dell’assegno di mantenimento fino a 18 mensilità in caso di inadempienza da parte del genitore tenuto al versamento.

In particolare ci impegniamo a realizzare quanto segue:

  • Istituzione di uno specifico punteggio premiale per l’accesso alle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare, equiparando la sentenza di separazione o divorzio ad uno sfratto esecutivo, in caso di assegnazione di casa coniugale all’altro.
  • Sostegno al reddito tramite apposito fondo regionale di nuova istituzione per genitori separati, che aiuti i papà separati a sostenere il nuovo affitto e a mantenere i figli anche in caso di perdita del lavoro e che aiuti le mamme separate ad integrare il mantenimento dei figli in caso di non corresponsione dell’assegno da parte dell’altro genitore.
  • Accordi con l’ufficio scolastico regionale per sensibilizzare i docenti ai diritti dei genitori separati (doppia firma sulle schede di valutazioni, sulle circolari e sulle comunicazioni scolastiche alle famiglie).

Sanità
In Lombardia è stato creato un sistema sanitario capace di competere con i più elevati standard internazionali di qualità ed efficienza, che costa ai suoi cittadini meno di tutti gli altri ma che sa offrire migliori servizi e maggiori opportunità. Lo dicono ad esempio i risultati della ricerca: tra i primi dieci Istituti sanitari italiani per produzione scientifica, sei sono lombardi. Oppure gli otto modernissimi ospedali iniziati e finiti, in tempi record, nel corso dell’ultimo decennio: nessun altro in Europa ha saputo fare altrettanto. Lo dicono tutti i pazienti italiani: una percentuale altissima, uno su cinque, sceglie di venire a curarsi nella nostra regione da ogni parte del Paese. In certi casi, alcuni ospedali di eccellenza possono vantare addirittura un ricovero di un paziente non lombardo su due.
Il modello sanitario lombardo assume come suo principio originario il diritto elementare di garantire al paziente la libertà di scegliere dove curarsi, in strutture pubbliche piuttosto che private, senza alcun aggravio di costi a suo carico.
Dall’applicazione di questo principio è nata la riforma sanitaria che è stata varata nel 1997, e che in questi anni si è consolidata producendo risultati molto importanti. Molte delle strutture lombarde si posizionano infatti ai vertici delle classifiche internazionali, anche grazie alla elevatissima qualità del personale medico che vi opera.
Particolare rilevanza in questo contesto assume il sistema dei controlli, a garanzia di un sistema rigidamente strutturato, trasparente e appropriato nel corretto utilizzo delle risorse pubbliche. Fin dal 2004 Regione Lombardia controlla infatti quasi il triplo delle prestazioni rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale.
In questo scenario, la sanità del futuro si avvicina a grandi passi: sappiamo infatti che, grazie alla velocità dei progressi scientifici e tecnologici, nell’arco dei prossimi dieci anni cambierà più dell’80% delle nostre attuali conoscenze, e quindi dei modi di fare prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione. Queste rivoluzioni sono alla base dell’evoluzione epocale della medicina, e quindi dei sistemi sanitari: gli obiettivi a medio termine saranno perciò non solo la gestione della malattia e la sua guarigione, ma soprattutto il mantenimento della salute e il raggiungimento del benessere complessivo della persona. Questo sarà reso possibile attraverso l’elaborazione e l’utilizzo di nuovi e sofisticati percorsi di previsione, prevenzione e cure personalizzate.
La Lombardia vuole e dovrà continuare a giocare su questo campo con un ruolo da protagonista. Questa sfida si potrà vincere solo migliorando l’efficienza del sistema, grazie alla sua semplificazione e integrazione. Senza dimenticare in particolare coloro che presentano un maggior bisogno: pazienti complessi, fasce deboli, malati cronici e anziani. E’ dunque compito di tutti gli attori quello di porre le basi, a partire dal percorso virtuoso fin qui realizzato, per quel nuovo salto di qualità che permetterà alla Lombardia di stare al passo con questi cambiamenti epocali.
Obiettivi così ambiziosi vanno perseguiti senza dimenticare, anzi tenendo conto, di questa forte crisi economica e della prospettiva di riduzione dei finanziamenti pubblici per la sanità, già pesantemente in atto. Ma è proprio nei momenti di discontinuità e di crisi che si possono creare le condizioni, con un forte cambiamento culturale e la partecipazione tutti, per grandi e nuove opportunità.
Per questo nella prossima legislatura intendiamo:

  • Riorganizzare numero e funzioni di Aziende Sanitarie Locali (ASL) e Aziende Ospedaliere (AO) per rendere la rete sanitaria ancora più aperta e interconnessa, razionalizzare le spese di gestione ed evitare inutili doppioni, in maniera tale da garantire la continuità sia sanitaria che socio sanitaria, a beneficio di una risposta alla domanda di salute del cittadino sempre più appropriata
  • Differenziare la rete di offerta sociosanitaria secondo il criterio dell’intensità di cura: dalla fase acuta di alta specialità, esercitata dagli ospedali, alle attività di media e bassa intensità di cura svolte sul territorio. In questo senso verranno promosse strutture di ricovero intermedie tra ospedale e domicilio o altri livelli dicura sanitari (riabilitazione) o sociosanitari (assistenza domiciliare, hospice, RSA), mettendo in atto una più approfondita valutazione del bisogno che identifichi classi omogenee di utenti per livello di gravità
  • Sviluppare un modello di assistenza a rete delle strutture ospedaliere per la cura di patologie rilevanti, che divengano punti di eccellenza nazionali e internazionali
  • Ridurre ulteriormente le liste di attesa attraverso la maggiore specializzazione degli ospedali
  • Promuovere la sempre maggiore appropriatezza gestionale degli erogatori e identificare costi standard uniformi per l’acquisto e l’erogazione dei servizi sanitari e sociosanitari, migliorando ulteriormente i sistemi di controllo con nuovi criteri di valutazione e confronto delle performance
  • Incentivare l’associazionismo tra medici e la fornitura delle prestazioni di base, con un potenziamento dei presidi territoriali che garantisca la continuità e l’integrazione di tutti i servizi di assistenza (prevenzione secondaria, follow up, specialistica ambulatoriale, ADI, ecc.)
  • Introdurre la contrattazione regionale per i medici lombardi basata su un sistema premiante che valorizzi merito e professionalità e sull’offerta di nuove opportunità ai giovani specializzandi
  • Sostenere l’innovazione tecnologica di impianti e apparecchiature, in funzione della qualità di cura e di riduzione delle liste di attesa, potenziare telemedicina e integrazione home-hospital valorizzando le funzioni della CRS
  • Potenziare il ruolo delle Farmacie quale luogo di fornitura di servizi e prestazioni a bassa intensità
  • Favorire sempre nuove iniziative di prevenzione in ogni fascia d’età: un’efficace strategia di medicina preventiva, che comprenda programmi di screening, medicina per i giovani e sugli stili di vita, permette di raggiungere importanti risultati in termini di salute dei cittadini e di risparmio di risorse pubbliche
  • Promuovere nuovi screening gratuiti di diagnosi precoce (cancro del polmone e della prostata) in aggiunta a quelli già attivi ed efficaci (cancro della mammella, cancro del colon retto, cancro della cervice uterina)
  • Implementare a tutta la Regione il numero unico di accesso all’emergenza 112
  • Favorire la nascita di cluster sanitari (centri di ricerca universitari e non, ospedali, strutture sanitarie) e di poli industriali nel mondo farmaceutico, biomedicale e biotech.
  • Implementare e valorizzazione sistemi di controllo per la sicurezza degli animali destinati alla produzione alimentare tipica. Promuovere azioni decise per la prevenzione del randagismo e di contrasto all’abbandono.

CULTURA, ISTRUZIONE, FORMAZIONE PROFESSIONALE

Sotto l’aspetto culturale si è istituito il Fondo regionale per lo Spettacolo, si sono emanati bandi per la promozione di iniziative culturali, si sono ulteriormente potenziati i sistemi bibliotecari e museali, già di per sé all’avanguardia, si sono promosse le imprese creative lombarde e valorizzati i siti riconosciuti Patrimonio dell’UNESCO.
Sono inoltre stati eseguiti in questa legislatura numerosi interventi mirati, distribuiti omogeneamente sul territorio. Le leggi relative ai finanziamenti diretti, su tutte la legge 9/93, benché abbiano risentito dei generali tagli ai trasferimenti da parte dello Stato, hanno permesso significative manifestazioni sul territorio. Non va trascurato l’accurato lavoro effettuato con il sistema delle biblioteche e degli archivi storici. Infine non si può dimenticare l’accordo di programma legato all’EXPO, ovvero il “Progetto Integrato d’Area per la realizzazione di un programma di interventi infrastrutturali
e di valorizzazione turistica, ambientale e culturale del sistema dei Navigli e delle vie d’acqua lombarde in vista di Expo 2015”.
Per quanto concerne l’istruzione e l’università Regione Lombardia programma annualmente investimenti per assicurare il diritto allo studio assegnati direttamente alle famiglie, finalizzati alla frequenza dei percorsi di istruzione statale, paritaria e percorsi di istruzione e formazione professionali. Possiamo parlare quindi di un’istruzione di qualità, a costi contenuti se confrontati con quelli delle altre regioni. Come non citare poi il dimensionamento scolastico, ancora una volta Regione Lombardia, di concerto con le sue province, ha aumentato l’efficienza del sistema educativo lombardo introducendo una concezione del dimensionamento della rete scolastica nuova rispetto a quella amministrativo-burocratica finora voluta dal centro. Ha infatti, prima in Italia, riorganizzato il sistema in Istituti comprensivi, sulla base del costo standard, offrendo anche al Paese una via per risparmiare aumentando la qualità. Su questo capitolo poi, va obbligatoriamente citato l’articolo 8 della l.r. 7/2012, un netto passo in avanti di Regione Lombardia per garantire la continuità didattica, nonché una maggiore preparazione del corpo insegnante non di ruolo. Infatti le scuole lombarde, uniche in Italia, potranno, in base alle loro effettive esigenze, reperire e reclutare il personale a tempo determinato, cominciando a dare “le gambe” all’autonomia della scuola, che da semplicemente funzionale diventa piena, senza la quale non si può concorrere all’innalzamento della qualità della didattica. Per quanto riguarda l’università, l’articolo 10 della suddetta legge regionale, prevede per la Regione una parte attiva nella programmazione di corsi di laurea e di insegnamenti specifici.
Per quanto riguarda lo Sport, la legge di riordino in materia di attività motorie è stata redatta, ma l’interruzione prematura della legislatura ha impedito la definitivaapprovazione in Consiglio Regionale di una norma che avrebbe garantito una innovativa evoluzione dei servizi per i giovani. In questa legislatura, poi, si è data particolare attenzione agli sportivi diversamente abili, instaurando collaborazioni con il CIP e finanziando alcuni progetti, tra i quali ad esempio il progetto sperimentale “SportivaMENTE … Paraolimpici”.
Anche gli ostelli, insieme alle strutture sportive alpinistiche (rifugi e bivacchi), sono stati al centro delle azioni di Regione Lombardia, che ha finanziato ristrutturazioni e ammodernamenti. Negli anni sono stati approntati schemi di convenzione con il CONI e con l’istituto per il credito sportivo, per cofinanziamenti che aiutassero le società sportive lombarde ad ammodernare i propri impianti e migliorare le competenze dei propri dirigenti. Inoltre, attraverso bandi è stata sostenuta l’attività di base di associazioni e società sportive, le manifestazioni e i grandi eventi. Per la prima volta è stato pubblicato in anticipo un bando sulle attività e manifestazioni, per permettere a sportivi e spettatori una programmazione economica più corretta e trasparente. In quest’ottica il lavoro che attenderà la nuova Giunta sarà quella di proseguire sulle linee di intervento già avviate, rafforzando e migliorando gli strumenti messi in campo, tenendo sempre al centro i cittadini lombardi, le loro risorse, le loro esigenze.
Tutela e promozione dei beni culturali
La Lombardia è una delle regioni più ricche di un patrimonio culturale, monumentale, museale, archeologico, ambientale e paesaggistico non indifferente. Il nostro territorio narra pagine di storia e di ambiente che ne fanno la prima regione italiana per numero di siti internazionali riconosciuti dall’Unesco (9 su 45).

  • L’obiettivo da raggiungere per la Lombardia è sicuramente quello di valorizzare questo vasto patrimonio, ai più nascosto, affiancando i comuni nelle opere di riqualificazione delle strutture e in quelle di conservazione e restauro dei beni materiali. Tale obiettivo potrà essere raggiunto anche con l’aiuto dei privati, in un ottica di partenariato e di giungere a fare massa critica di risorse.
  • Con i comuni, inoltre, dovrà assolutamente essere creata una forte collaborazione al fine di predisporre percorsi culturali in maniera da rendere maggiormente conosciuta la Lombardia, la sua millenaria storia e il suo patrimonio culturale. Tali percorsi dovranno poi essere pubblicizzati a livello territoriale ma soprattutto a livello turistico, in maniera da poter trarre ulteriori fondi, da destinare interamente alle attività culturali.
  • Istituzione di un Fondo di Sostegno per la Creatività per incentivare i talenti, utilizzando le risorse in senso premiale per:
    - produzione teatrale, stimolando l’ingegno e la capacità autorale che ha sempre contraddistinto la nostra cultura;
    - coproduzione di eventi, spettacoli e mostre, puntando così sulla riduzione delle spese e l’ottimizzazione delle risorse;
    - formazione di giovani, attraverso corsi di formazione in raccordo con le università e le imprese sui grandi temi di sviluppo lombardo: design, cultura ed editoria digitale, video art, pubblicità, cinema e fiction;
    - creazione di reti museali e bibliotecarie, in grado di offrire percorsi e tariffe integrate a favore di studenti e famiglie;
    - spettacolo dal vivo, incentivando l’aggregazione tra soggetti attraverso la messa a disposizione di spazi e valorizzando il patrimonio architettonico;
    - Attivazione della Carta della cultura, per superare la frammentazione, promuovere meglio reti e specificità territoriali e integrare l’accesso a più servizi.
  • Sviluppo di un’offerta culturale e turistica mirata ad accogliere i 20 milioni di visitatori attesi, di cui il 30% stranieri per Expo 2015.
  • Rafforzamento della collaborazione a livello interistituzionale e interregionale per la costruzione di proposte e percorsi turistici e culturali attrattivi per Expo 2015.
  • Individuazione di manifestazioni sportive ed altri eventi indirizzati al mondo giovanile da far svolgere sul territorio lombardo in vista di Expo 2015.
  • Valorizzazione dei distretti culturali

Archivi, biblioteche e musei

  • Per garantire la salvaguardia del vasto patrimonio culturale regionale immateriale mitteleuropeo, che nel nostro territorio si manifesta attraverso un’infinita varietà di espressioni e forme (riconducibili alla Convenzione Unesco del 2003 “per la salvaguardia del patrimonio immateriale mondiale”), la Regione predisporrà un ampia opera di monitoraggio e catalogazione in accordo con gli archivi, le biblioteche, i musei e i privati. Il fine è quello di dotarsi di un quadro completo relativo ai beni posseduti. Tale operazione permetterà anche di valutare e catalogare quelli maggiormente deteriorati presenti sul territorio della Lombardia, con lo scopo di individuare gli interventi di conservazione necessari e quantificarne i costi.
  • Inoltre, la Regione dovrà incentivare l’allargamento delle reti museali e bibliotecarie, in grado di offrire percorsi e tariffe integrate a favore di studenti e famiglie, mettendo a frutto anche il patrimonio culturale immateriale

Attribuzione alla regione di maggiori poteri in materia di istruzione
Anche sotto il profilo relativo all’istruzione, la piena attuazione del Titolo V della Costituzione esige di procedere in due direzioni:
la prima è quella dell’art. 117 della Costituzione, che chiarisca le competenze normative tra Stato e Regioni e l’articolazione delle funzioni amministrative, operi il trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie, disponga un riparto delle dotazioni organiche del personale sulla base del principio del costo standard, integri
le basi dati e i sistemi informativi;
la seconda è l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni di particolare autonomia, come previsto dall’art. 116 della Costituzione. A Costituzione invariata, dunque, Regione Lombardia già oggi ha la possibilità di attuare un percorso per superare il centralismo in materia di istruzione, garantendo comunque un’offerta pubblica qualificata.

  • Gli obiettivi da raggiungere sono molteplici: garantire la continuità didattica; superare le graduatorie e i concorsi centralisti per docenti e dirigenti scolastici, passando gradualmente ad un sistema che valorizzi il reclutamento condotto dalle istituzioni scolastiche sulla base di albi e abilitazione regionale, con graduatorie e concorsi regionali, ed ottenere così un rafforzamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche.
  • Bisogna puntare ad una scuola che tenga conto delle reali necessità del territorio e, quindi, prevedere una collaborazione sistematica tra realtà formative e il mondo del lavoro per orientare i programmi didattici alle necessità lavorative dell’area di appartenenza, potenziando anche gli strumenti di alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato. Non è più plausibile al giorno d’oggi da un lato avere migliaia di inoccupati poiché impreparati alle richieste che il territorio avanza loro e dall’altra parte aziende che non trovano sul mercato professionalità corrispondenti alle loro esigenze produttive ed organizzative.

Cooperazione con le università e il MIUR
ella legislatura appena terminata è stata approvata una norma che permette alla Regione di interloquire con Università e Ministero per la programmazione, organizzazione e verifica di specifici corsi di laurea o insegnamenti particolari necessari al territorio lombardo. Con questa norma, in base alle reali necessità del territorio, l’assessore di competenza potrà cooperare con le università al fine di fornire specifiche competenze agli studenti lombardi, competenze che potranno poi essere spese immediatamente sul territorio.
Con 11 poli nel solo capoluogo e altri 5 nell’intero territorio regionale, Milano e la Lombardia hanno un sistema universitario e di alta formazione con un’offerta straordinariamente ricca e di eccellenza internazionale (si pensi al Politecnico, piuttosto che alla Bocconi).

  • La Regione deve anzitutto impegnarsi per una seria politica di diritto allo studio che premi veramente «i capaci e i meritevoli», incentivando tesi innovative, ricerche applicate o team che sviluppino idee e progettualità con ricadute economiche sul tessuto produttivo lombardo.
  • Per questo la Regione guarderà con favore alla creazione di network tra università lombarde e straniere ed alla simbiosi tra aziende e poli scientifici, in modo da puntare ad attrarre sul nostro territorio le migliori intelligenze.

Rafforzamento del sistema doti
Oggi il sistema dote, in tutte le sue forme, garantisce a numerosissimi utenti uno strumento fondamentale per l’istruzione, la formazione e il lavoro: dal Buono Scuola per la libertà di scelta educativa, alle varie forme di sostegno al reddito per le famiglie in difficoltà nell’acquisto di materiale didattico, al premio per gli studenti che hanno ottenuto i migliori risultati durante l’anno scolastico, fino ai voucher che garantiscono la possibilità di seguire corsi di formazione per disoccupati o inoccupati che vogliono rendersi “più spendibili” nel mercato del lavoro. Sfortunatamente il sistema, anche a causa dei crescenti tagli ai trasferimenti statali e della crisi economica, sta subendo negli ultimi anni notevoli difficoltà di accesso e di utilizzo.

  • Per questi motivi la Regione si impegnerà ad una migliore selezione ed individuazione dei beneficiari e, laddove possibile, aumentare le dotazioni finanziarie, in particolare quelle legate al merito, e tenendo sempre in maggiore considerazione gli eventuali carichi familiari. Inoltre dovrà rafforzare i sistemi di accreditamento e di controllo dei soggetti coinvolti nell’offerta formativa per meglio concentrare le risorse a vantaggio degli utenti che ne hanno veramente bisogno.
  • Infine, sempre basandosi sul sistema dote e degli stage, la Regione si impegnerà ad incentivare la creazione di scuole-bottega, che permettano ai giovani, e non più giovani, di avvicinarsi ad un mestiere e farlo proprio.

Incentivare lo sport
Spesso quando si parla di sport, si pensa solo al calcio. In realtà lo sport è costituito da realtà caratterizzate da molteplici discipline, però spesso poco valorizzate e dotate di esigue risorse economiche. In Lombardia operano più di 10.000 associazioni sportive che costituiscono lo sport di base, capillarmente diffuso, fortemente incentrato sul volontariato e principalmente indirizzato ai giovani.

  • La Regione dovrà intervenire in modo continuativo per sostenere con contributi più cospicui queste innumerevoli realtà, sia per l’attività ordinaria che per manifestazioni ed eventi.
  • Dovrà inoltre sostenere con contributi a rotazione, o con agevolazioni al credito, la riqualificazione degli impianti esistenti (più di 17.000) e la realizzazione di impianti innovativi per sostenibilità energetica e polifunzionalità.
  • Un obiettivo primario sarà il Piano di Monitoraggio della Geografia dello Sport, per favorire il riequilibrio delle strutture sportive presenti sul territorio lombardo in base ai bacini di utenza reale e prospettica, garantendo la dovuta attenzione alle diverse discipline.
  • Expo 2015 sarà una grande occasione di visibilità e di rilancio del territorio: è fondamentale inserire lo sport e le sue manifestazioni nell’evento, al fine di consolidare, attraverso competizioni agonistiche o manifestazioni sportive spettacolari, lo spirito di rispetto e di amicizia tra i popoli.
  • Dacché una quota rilevante del territorio lombardo è montuoso, e la legislazione affida alle regioni la competenza sulle professioni sportive della montagna, occorrerà valorizzare questo ambiente naturale sul piano sportivo, curando
  • l’implementazione e la riqualificazione dei relativi impianti.

Sport come benessere
Lo sport non può essere solo spettacolo e tifo, ma deve essere considerato uno stile di vita atto a prevenire disturbi e malattie anche gravi.

  • La Regione dovrà quindi favorirne la pratica al fine di concorrere alla tutela della salute dei propri cittadini, attuando specifici programmi per tutte le fasce di età in collaborazione con il movimento di base dello sport lombardo.
  • Inoltre per favorire l’aggregazione e la prevenzione dalle devianze è fondamentale promuovere l’attività sportiva dei giovani nelle associazioni sportive in collaborazione con CONI e Federazioni e nelle scuole, da quelle dell’infanzia fino all’università, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e le Facoltà di Scienze Motorie e i CUSI.
  • Un’azione innovativa sarà l’attivazione di voucher per lo sport dei giovani di famiglie in difficoltà sia durante l’anno scolastico che presso i campi estivi, sul modello della dote scuola.
  • Continuerà la massima attenzione in collaborazione con il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) alla promozione dello sport per le persone con disabilità e il sostegno alle loro manifestazioni e competizioni.

Giovani
Consideriamo i giovani una grande risorsa per il presente e per il futuro: gli adulti di domani sono già i protagonisti di oggi.

  • Le azioni regionali che li riguardano sono trasversali ai vari settori ma un assessorato ad hoc dovrà incaricarsi di curare il coordinamento.
  • Saranno implementati i contributi per lo start up di impresa, con forme di premialità per i giovani che si distinguano nell’impresa e nel lavoro.
  • Dovrà essere rilanciato l’apprendistato, promuovendo così l’alternanza scuolalavoro, quale forma capace di generare un rapporto di sinergia che avvantaggi l’intero sistema, creando ponti solidi per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, favorendo l’innovazione e la ricerca e promuovendo l’immagine di eccellenza del territorio.
  • Scegliendo di comunicare ai Giovani le migliori opportunità per loro si privilegerà il contatto diretto e informatico, realizzando un sito internet che raccolga e pubblichi esclusivamente le offerte di lavoro destinate ai giovani.
  • Sarà inoltre creato un portale delle Associazioni Giovanili che presenti tutta la realtà associativa in Lombardia, collegato con link al sito istituzionale Giovani e Sport della Regione e recettivo di tutte le analoghe esperienze in Europa.
  • Per incentivare il talento giovanile si dovranno prevedere bandi e contributi nei vari settori artistici, musicali, del teatro (in particolare le Residenze Teatrali) e della moda.
  • Alle amministrazioni locali potranno essere erogati contributi per la realizzazione di spazi dedicati ad attività culturali e ricreative dei giovani (sale per le prove di gruppi musicali, laboratori per le attività teatrali, laboratori d’arte).
  • Potranno inoltre essere sostenute iniziative di Enti Locali che realizzino incubatori per imprese di giovani, mettendo a disposizione, a locazioni agevolate, spazi adeguati per uffici e laboratori per avviare attività imprenditoriali, produttive o di libera professione.

RICERCA E INNOVAZIONE

In Lombardia, da almeno un secolo e mezzo, c’è qualcosa che non cambia mai: la capacità di cambiare. Tratti distintivi del genio lombardo sono la spinta a innovare, a lavorare per il progresso, a guardare lontano. Queste caratteristiche hanno reso la nostra regione la più moderna del Paese, e tra le più moderne d’Europa. Prima in Italia per spesa destinata alla ricerca scientifica, prima tra le regioni del Mediterraneo per innovazione. In un contesto internazionale più difficile e più competitivo la sfida è investire con maggior convinzione nell’innovazione e nella ricerca, per continuare ad assicurare sviluppo, crescita e occupazione alla Lombardia.

  • Raggiungere la quota di investimento del 3% del PIL in ricerca e innovazione entro i prossimi 5 anni.
  • Sostenere l’innovazione con gli incubatori di ricerca e le start-up innovative attraverso l’utilizzo di Fondi di venture capital ad hoc, facilitando il rapporto tra università e imprese.
  • All’interno del programma di ricerca europeo Horizon 2020 richiedere una maggiore semplificazione e sburocratizzazione delle procedure di accesso ai bandi per le PMI, premiando la capacità di aggregazione delle imprese in una logica di cluster.
  • Ottenere che i fondi europei per la ricerca premino le Partnership Pubblico-Privato e le iniziative di venture capital.
  • Consolidare un sistema che conceda alle PMI che presentino progetti innovativi voucher spendibili presso centri di ricerca o soggetti pubblici e privati accreditati.
  • Promuovere la creazione di reti d’innovazione digitali, dove attraverso piattaforme di condivisione delle conoscenze sia possibile creare opportunità di business e sviluppare nuovi progetti industriali.
  • Portare a termine gli impegni dell’Agenda Digitale Lombarda, prima in Italia, uno strumento prezioso di programmazione degli interventi nel campo delle nuove tecnologie.
  • Completata la copertura della Banda Larga, la Regione Lombardia deve farsi capofila di un processo di infrastrutturazione del territorio con la banda ultralarga, per raggiungere il 50% di copertura del suolo regionale.
  • Dotare le aree urbane di infrastrutture tecnologiche pervasive che favoriscano la nascita di un’economia d’impresa innovativa nella direzione delle Smart Cities.
  • Promuovere e attuare iniziative a sostegno della creazione di nuove imprenditorialità originate dalla ricerca, della valorizzazione economica dei risultati della ricerca, anche attraverso la tutela brevettuale.
  • Promuovere e sviluppare reti e relazioni istituzionali, sinergie e collaborazioni con altri organismi, pubblici o privati, italiani o esteri.
  • Implementare e promuovere iniziative nella ricerca biomedica e biotecnologica con ricadute cliniche applicative per il benessere del cittadino lombardo.
  • Promuovere e sostenere la ricerca scientifica finalizzata all’applicazione di nuove metodologie per la prevenzione diagnosi e cura di malattie anche rare.
  • Promuovere e sostenere ricerca e sviluppo di diagnostica molecolare avanzata e l’implementazione delle terapie personalizzate.
  • Promuovere e sostenere lo sviluppo tecnologico nei campi applicativi della produzione e utilizzazione di farmaci di dispositivi medici
  • Vogliamo preservare il valore delle reti d’impresa rappresentato dai distretti e dalle filiere che racchiudono. Lo faremo rafforzando l’identità distrettuale attraverso forme di finanziamento e di credito che stringano ulteriormente i rapporti tra imprese. E al contempo promuoveremo, verso l’esterno, un’immagine distintiva del distretto per proporlo come soggetto capace di catalizzare l’attenzione degli investitori internazionali.
  • Crediamo che la naturale vocazione all’innovazione delle imprese lombarde debba avvalersi della capacità universitaria di fare ricerca scientifica. Favoriremo per questo le simbiosi tra aziende e atenei, anche attraverso forme di sostegno economico che premino queste tipologie di partenariato.
  • Manterremo e potenzieremo le forme esistenti di affiancamento alle piccole e medie imprese lombarde nei processi di brevettazione, semplificando loro la burocrazia e mettendo a disposizione le competenze che non hanno al loro interno.

ATTIVITÀ PRODUTTIVE E OCCUPAZIONE

La crisi economica ha investito tutti i comparti del territorio lombardo. Nonostante questa burrasca, però, la Lombardia non ha fatto passi indietro e ha tenuto la barra dritta, non ha perso la rotta.
Questo è stato possibile anche grazie ad una straordinaria risorsa, che nel contesto attuale risulta ancor più preziosa: la capacità di muoversi come sistema, secondo una dinamica di dialogo e di confronto, nel rispetto dei differenti ruoli ma con la necessaria coesione. Il metodo di lavoro è quello del partenariato, che ha visto il pieno e reale coinvolgimento dei corpi intermedi lombardi. Un esempio in questo senso è il Patto per lo Sviluppo, realizzato con i rappresentanti del mondo economico e sociale lombardo.
Ciò ha permesso a Regione Lombardia di supportare la competitività dell’intero sistema economico-produttivo, attraverso strumenti e azioni per favorire l’uscita dalla crisi: dal primo provvedimento Pacchetto Anticrisi (2008), che prevedeva un mix di provvedimenti per rafforzare il sistema delle garanzie ai diversi livelli al Pacchetto Fiducia (2010) per sostenere i settori chiave come l’innovazione e l’efficienza energetica, lo sviluppo sostenibile, l’agricoltura e le start up, fino alle 12 Sferzate per l’economia (2011) per sostenere la ripresa economica a 360°. Altamente significativi sono stati anche l’avvio del progetto RAID, una rete a sostegno delle imprese in difficoltà, sul modello del “CIRI” francese, che per la prima volta un governo regionale mette in atto in Italia, e l’iniziativa Credito Adesso, che ha permesso di mettere a disposizione 500 milioni per sostenere liquidità di PMI grazie all’ accordo con BEI.
Particolarmente significativo anche l’avvio del progetto denominato Wiki Lombardia con cui si vuole sperimentare l’utilizzo di piattaforme tecnologiche, applicazioni, strumenti web 2.0 (wiki, social network, Corporate Blog) quali nuove
modalità di approccio sociale alla generazione e distribuzione di contenuti via web, caratterizzati da processi comunicativi aperti, per sostenere e diffondere la collaborazione telematica e l’aggregazione fra pubbliche amministrazioni, enti di ricerca, imprese e altri attori coinvolti nello sviluppo del tessuto economico lombardo.
Infine da segnalare lo studio di fattibilità per lo sviluppo di un sistema di moneta complementare, anche tramite il coinvolgimento dei principali stakeholder (banche, associazioni, istituzioni, CCIAA). In periodi congiunturali caratterizzati dal credit crunch, come l’attuale, si sviluppano forme di baratto e nuovi strumenti di pagamento per agevolare lo scambio di beni e servizi. Tra questi ultimi, l’introduzione di valute complementari è senza dubbio la formula più evoluta e completa.
Crescita e sviluppo della Lombardia

  • Estendere la “revoca dei contributi a chi delocalizza” anche alle misure di Regione Lombardia cofinanziate dall’Unione Europea, eludendo i rigidi dettami imposti da Bruxelles per le misure agevolative compartecipate.
  • Far sì che la nuova società che nascerà dalla fusione tra Finlombarda e Cestec possa svolgere un’attività alternativa a quella degli istituti bancari e non solamente complementare. In tal modo, si potranno applicare condizioni più vantaggiose ai clienti, concedere prestiti a tassi più vantaggiosi e fornire garanzie di capitali ben più solide di quelle che offrono attualmente le banche. Si tratterebbe di una reale banca pubblica, quindi non speculativa.
  • Istituire una “Agenzia Regionale dell’Economia”, che svolga una opera di controllo e di coordinamento strategico a più livelli, in merito a tematiche che coinvolgono il mondo del credito alle imprese e più in generale le problematiche delle Micro Piccole e Medie Imprese. Tale agenzia si dovrà occupare di:
    - paragonare e valutare le condizioni di concessione dei crediti dei vari istituti bancari, riscontrando le eventuali anomalie;
    - raccogliere le segnalazioni di casi concorrenza sleale che colpiscono le aziende lombarde, valutarle per poi eventualmente sollecitare un intervento della Commissione Europea, come da Regolamento CE 384/96. Spesso le piccole imprese non hanno la capacità di difendersi da sole, Regione Lombardia deve pensare attraverso le proprie strutture, di ergersi a difensore delle proprie realtà produttive.
    - Tutelare la filiera della produzione, attraverso meccanismi di controllo della qualità da introdurre sulla filiera produttiva, promuovendo nei fatti il “MADE IN LOMBARDIA”.

In un contesto caratterizzato da un’importante contrazione della domanda interna, che impone la necessità di moltiplicare tutte le opportunità di esportazione e investimento per intercettare sempre più efficacemente la domanda estera, l’agenzia avrà il compito di:
- cogliere e analizzare nuovi mercati per insediarvisi stabilmente;
- costruire relazioni e collaborazioni a tutti i livelli, produttivo, logistico, distributivo, di ricerca;
- cogliere tutte le condizioni favorevoli per promuovere il MADE IN LOMBARDIA

  • Relativamente al Fondo voucher di accompagnamento all’estero delle PMI nei Paesi Extra UE, si ritiene necessario abbassare le soglie minime di spesa e, introdurre un tetto al numero di deleghe conferibili a pochi soggetti, che attualmente possono inviare anche in forma telematica centinaia di richieste, escludendo nei fatti altre imprese potenzialmente candidabili negli stessi ambiti.
  • Sarà altresì fondamentale continuare a sostenere l’innovazione, in particolare gli incubatori di ricerca, le start-up innovative (includendo anche nuove business unit di imprese già attive che aggrediscano nuovi mercati con nuovi prodotti), anche attraverso l’utilizzo di Fondi di venture capital ad hoc e la facilitazione del rapporto tra università e imprese.
  • Pensiamo all’introduzione di Bonus fiscali per i primi cinque anni alle imprese avviate dai giovani under 35 e/o lavoratori in cassa integrazione e/o mobilità che vogliono mettersi in proprio e sfruttare il proprio sapere e la propria esperienza.
  • Per quanto riguarda il mondo artigiano vogliamo introdurre incentivi e detrazioni per coloro che assumono giovani under 30 cui trasferire le conoscenze e le esperienze sugli antichi mestieri artigianali a rischio di estinzione.
  • Ultimo ma non meno importante aspetto, è quello relativo alla necessità di estendere l’applicazione dei voucher anche alle reti di impresa.
  • Mettere in pratica i dettami dello Small Business Act, riducendo gli adempimenti amministrativi e burocratici sulle micro e piccole imprese ed agevolando la loro competitività incentivando e valorizzando l’espansione della banda larga ed ultra larga sul territorio regionale, con particolare attenzione alle zone produttive del territorio lombardo.
  • Per quanto riguarda il commercio, è necessario agevolare i negozi di vicinato, stabilendo nuovi criteri per favorire un corretto equilibrio tra piccole e grandi strutture di vendita in tutto il territorio lombardo. A questo scopo è opportuno effettuare un preciso monitoraggio dello stato attuale in tutto il territorio lombardo, con contestuale moratoria nel rilascio di ulteriori autorizzazioni regionali. Occorre incentivare contestualmente i “centri commerciali naturali”, attraverso un sistema di fidelizzazione territoriale, il commercio di vicinato nei centri urbani e lo sviluppo di strutture attrezzate per le aree mercatali anche per ridare vita ai centri storici. Questi centri commerciali naturali saranno l’embrione da cui partiranno i network turistici locali che, altre alle attività commerciali, coinvolgeranno anche le strutture ricettive, ristorative, di svago nonché i sistemi museali. Ciò è necessario per migliorare e rendere più attrattiva e completa l’offerta turistica, anche in previsione di EXPO 2015.
  • Sarà opportuno continuare con l’attività di affiancamento e finanziamento alle aziende commerciali e produttive del territorio, proseguendo con le agevolazioni e le misure creditizie per le aziende lombarde che hanno avuto maggior successo: ERGON, ASTER, CREDITO ADESSO E DISTRETTI DEL COMMERCIO. Saranno poi rinnovate le iniziative volte ad agevolare gli start up di impresa con particolare riguardo per i giovani e per le donne.
  • Si dovrà, come già evidenziato anche in precedenza, essere ancora più incisivi nella battaglia alla contraffazione, che tanto penalizza le nostre merci nei mercati più interessanti per le esportazioni. Il contrasto alla falsificazione di marchi e prodotti si svolgerà anche tramite la realizzazione di appositi osservatori macroregionali. Promuoveremo anche azioni per la legalità e la trasparenza con l’aiuto dei soggetti deputati per far emergere chi è realmente competitivo e ridurre forme di diffidenza verso le PMI.
  • Incentivare forme di telelavoro che oltre a permettere una decisa riduzione dei costi logistici aziendali, permettono ai dipendenti di poter svolgere presso l’abitazione le proprie mansioni lavorative migliorando welfare, migliorando gli aspetti della mobilità
  • Infine, implementeremo e rafforzeremo le iniziative volte alla riduzione dei rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori.

Occupazione e mondo del lavoro

  • Si dovrà valorizzare maggiormente la contrattazione di secondo livello, compresi gli accordi di prossimità, ex art. 8 legge 148/2011 cioè quegli accordi a livello  ziendale o territoriale (a seconda delle tipologie contrattuali) con cui le parti sociali, negoziano autonomamente quote di salari, produttività e organizzazione del lavoro, condividendo con le parti sociali, a livello regionale, alcuni ambiti di intervento. Agevolare la contrattazione collettiva di secondo livello vuol dire facilitare nuove iniziative riguardo l’accesso al mondo del lavoro, il welfare aziendale, l’organizzazione del lavoro e le politiche di ricollocazione.
  • Occorrerà rafforzare tutti i progetti che, anche attraverso il coinvolgimento delle parti sociali, promuovano iniziative volte alla ricollocazione di lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali.
  • Valorizzare l’apprendistato formativo, costruendo un vero e proprio sistema che consenta ai giovani in assetto di lavoro di acquisire titoli di studio (qualifica, diploma, diploma di tecnico superiore, laurea, dottorato), promuovere l’alternanza scuola-lavoro con strategia sistemica, capace di generare un rapporto di sinergia che avvantaggi l’intero sistema.
  • Creare nuovi Istituti tecnici superiori, in grado di sintetizzare al meglio il rapporto fra cultura scientifica e tecnologica, contribuendo a rafforzare e rivitalizzare lacultura tecnica del nostro Paese.
  • Garantire la Dote formazione per continuare a formare figure professionali adeguate alle nuove esigenze del mercato del lavoro.
  • Garantire la Dote Lavoro per tutta la vita professionale per realizzare un sistema che sostenga e accompagni i lavoratori nell’arco dell’intera vita professionale. Creazione di un’iniziativa per il reinserimento dei lavoratori over 40.
  • Valorizzare e incentivare le iniziative di welfare aziendale innovative portate avanti dalle imprese, quali la flessibilità, la conciliazione dei tempi di lavoro con la famiglia, l’assistenza sanitaria integrativa.
  • Sostenere con agevolazioni le aziende che attivino programmi per le pari opportunità.
  • Incentivare le imprese che creano nuovi posti di lavoro attraverso un uso premiale della leva fiscale (Irap), in particolare per chi assume giovani e donne.
  • Premiare le PMI che mettano in atto azioni di miglioramento della sicurezza, con la possibilità di defiscalizzazione e decontribuzione dei costi sostenuti da persone e imprese per la formazione e lo sviluppo del capitale umano.
  • Orientare in chiave regionale l’azione di INPS e INAIL; sostenere la creazione di fondi integrativi pensionistici.

TERRITORIO, AGRICOLTURA, RISORSE IDRICHE, AREE PROTETTE, MONTAGNA

Le azioni che intendiamo mettere in campo sul tema del territorio sono principalmente due: tutela e sviluppo. Esse prendono le mosse dalla convinzione che la terra sia un bene prezioso che deve essere salvaguardato e al contempo valorizzato.
A questo scopo, al fine di favorire il pieno coordinamento di politiche produttive e ambientali, si procederà alla costituzione di un unico assessorato, che integri le politiche del territorio e dell’agricoltura. La Regione, con la riforma delle politiche per il territorio, si è dotata di efficaci strumenti, come il Piano Territoriale regionale, che permette un’attività strategica di pianificazione della gestione del territorio e delle sue trasformazioni.
Siamo convinti che il territorio sia di tutti. Per questo continueremo a definire indirizzi di pianificazione negoziata, raccordando il governo del territorio regionale con le politiche territoriali locali nella direzione di uno sviluppo intelligente e condiviso della Lombardia dei prossimi decenni.
Tra i princìpi fondamentali che porremo a guida e orientamento delle nostre politiche territoriali ci sono l’attenzione alla qualità delle aree urbane, il buon uso e il non consumo di suolo, il riuso e il recupero delle aree dismesse, la tutela del paesaggio, la sicurezza idrogeologica.
Il metodo che utilizzeremo sarà quello tracciato dai nuovi strumenti normativi regionali in materia di urbanistica, in particolare la l.r. 12/2005, con le sue importanti novità concettuali: favorendo la condivisione d’intenti a ogni livello territoriale e amministrativo, incoraggiando le partnership pubblico-privato e il project financing, la costruzione del consenso, il senso di responsabilità e la certezza dei costi e dei tempi.
Un metodo che in questi anni ha permesso la realizzazione di grandi opere, motori dello sviluppo economico regionale, come il nuovo Polo esterno della Fiera di Milano, l’aeroporto di Malpensa, le grandi opere stradali, la rete di grandi e modernissimi ospedali, la nuova sede di Regione Lombardia.
Sul fronte dell’edilizia crediamo che siano necessari interventi tempestivi e profondi, in stretta collaborazione con le rappresentanze di categoria e gli Ordini professionali, per ridare linfa a un settore dal quale non possiamo prescindere per ritrovare la crescita. Si tratta di uno dei settori fondamentali dell’economia lombarda che è stato colpito drammaticamente dalla crisi: in sei anni, dal 2008 al 2013, ha perso circa il 30% degli investimenti. Con 360.000 posti di lavoro in meno si colloca sui livelli di attività più bassi degli ultimi 40 anni.
A seguito del così detto “Decreto Sviluppo” del 2011 si è resa necessaria la predisposizione di una nuova legge regionale, volta alla riqualificazione urbana incentivata e alla razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente. La legge regionale in linea con gli indirizzi strategici di contenimento del consumo di suolo e di promozione del recupero e della riqualificazione delle aree dettate dalla normativa statale è stata pertanto improntata sui seguenti principi ispiratori: rispetto del ruolo delle Amministrazioni Comunali nell’ambito del governo del territorio e delle scelte effettuate negli strumenti di pianificazione; conferma di alcune norme procedurali già presenti nella normativa regionale, rispetto ad alcune disposizioni statali contenute nel decreto sviluppo; introduzione di alcune disposizioni di rinnovo, parziale e a tempo, della disciplina derogatoria per il recupero e la sostituzione del patrimonio edilizio esistente; introduzione di ulteriori disposizioni di incentivazione di interventi immediati sul tessuto edilizio; introduzione di disposizioni che garantiscano l’integrazione nella materia edilizia degli obiettivi di qualità ambientale.
Norme per il contenimento del consumo del suolo
Il territorio è sovente utilizzato in un ottica di breve periodo e non sempre con una valutazione degli impatti delle trasformazioni, il “consumo di suolo” può in realtàtradursi in un uso irrazionale e inefficiente di una risorsa misurabile e dunque finita. È necessario pertanto articolare azioni e misure capaci di garantire l’uso sostenibile del suolo per preservarlo e contenerne il consumo, favorendo il riuso e il recupero delle aree già urbanizzate prevedendo l’inserimento di un articolato all’interno della legge per il governo del territorio perseguendo i seguenti obiettivi:
- priorità dell’uso razionale del suolo
- introduzione della compensazione ambientale preventiva quale forma di credito esigibile in virtù della irreversibilità del consumo di suolo
- definizione di parametri stringenti che limitino lo sviluppo di nuove realizzazioni in funzione del reale andamento demografico
- rafforzamento del riuso dei suoli/immobili dismessi e del patrimonio sottoutilizzato
- introduzione di norme volte alla promozione e premialità a favore del riutilizzo del tessuto urbano consolidato.
Incentivazione all’utilizzo delle aree dismesse
Obiettivo è quello di interagire sulla leva fiscale al fine di perseguire l’obiettivo del risparmio del consumo di suolo. L’obiettivo di perseguire la leva della defiscalizzazione degli oneri occorrenti per il recupero delle aree dismesse, può essere una ipotesi valida soprattutto per le Regioni come la nostra, più industrializzate e più antropizzate.
Premialità per il recupero dei centri storici
Si propone di emanare disposizioni di indirizzo ed eventuale primalità per gli interventi volti al recupero ed alla rivitalizzazione dei centri storici. Le finalità sono quelle di garantire la rivitalizzazione dei centri storici, la loro riqualificazione e valorizzazione, incentivando gli interventi di recupero edilizio anche associati a primalità di carattere
urbanistico o rivolte ad incentivare l’offerta di servizi. Il provvedimento potrebbe determinare i relativi coefficienti per la definizione della superficie utile coperta premiale in modo d’incentivare gli interventi di recupero nei piccoli centri che costituiscono il tessuto storico della regione e che finora sono stati interessati in misura limitata da interventi di riqualificazione privilegiando interventi su destinazioni d’uso residenziali e commerciali che rappresentano gli aspetti prevalenti nel centro storico, e in misura inferiore, primalità per il recupero di edifici destinati ad attività di artigianato e di servizio.
Introduzione del principio di residenzialità nel Testo unico regionale in materia di edilizia residenziale pubblica
È auspicabile l’introduzione di una norma regionale che gradui l’accesso alle forme di assegnazione di un alloggio ALER sulla base di una serie di principi quali la residenza (intesa come presenza sul territorio non episodica e non di breve durata) e della legalità (intesa come possesso del permesso di soggiorno per i cittadini extracomunitari), mirando ad individuare criteri oggettivi volti a disciplinare le modalità di accesso, in ragione della limitatezza delle risorse disponibili. Le ultime sentenze della Corte Costituzionale hanno infatti legittimato tali principi, evidenziando che è possibile ragionevolmente subordinare l’erogazione di determinate prestazioni a determinati requisiti purchè non si tratti di prestazioni inerenti a rimediare gravi situazioni di urgenza. L’introduzione di principi premiali, in particolare quello della residenza continuativa nel territorio regionale, è auspicabile, senza tuttavia compiere alcuna esclusione. Continueremo quindi in un’azione volta a realizzare nuove regole per la tutela dei lombardi nell’assegnazione delle Case Aler. Oltre ad un punteggio più elevato in base agli anni di residenza, sarà opportuno introdurre nuove categorie come, ad esempio, quella degli anziani. Sarà poi importante fare delle verifiche sull’effettivo reddito e sulle proprietà dei cittadini stranieri nei loro paesi di origine.
Riuso e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente
Promuoveremo azioni per favorire la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, prevedendo “bonus volumetrici” per gli interventi di recupero edilizio finalizzati al miglioramento energetico.
Rilancio settore Edilizio
Si ritiene opportuno istituire una consulta dell’edilizia. Il tema dell’organizzazione della “macchina regionale” appare tanto più significativo per un settore, quello edile, caratterizzato da una filiera articolata e complessa.
Piani di Governo del Territorio
Favoriremo il completamento dei Piani di Governo del Territorio in tutti i comuni lombardi, attraverso una pianificazione e gestione del territorio condivisa a scala intercomunale.
Montagna
La montagna rappresenta una delle aree più estese nel territorio regionale. Ad essa vogliamo dedicare un’attenzione particolare, attraverso una politica che sappia favorire importanti investimenti per migliorarne l’attrattività, l’innovazione e l’accessibilità. Regione Lombardia ha in questi anni sostenuto la realizzazione di quelle piccole opere e di quegli investimenti, dalla riqualificazione di rifugi alla messa in sicurezza delle piste da sci, che possono fare la differenza tra una montagna vissuta e accogliente e una montagna destinata al declino.
Tutela dai rischi idrogeologici
Attribuiremo ai temi delle acque e della sicurezza idrogeologica del territorio una costante attenzione, proseguendo nell’opera di sistemazione di corsi d’acqua e versanti instabili, e istituendo un piano straordinario per la valutazione dei rischinaturali e antropici (idraulici, da dissesto idrogeologico, sismici, industriali e da attività produttiva complessa, da mobilità viaria, ferroviaria e aerea, ecc.), e per la prevenzione e le misure di protezione.
Semplificazione della autorizzazione paesaggistica per interventi di lieve entità
L’entrata in vigore del “Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità” nel 2010 ha di fatto determinato, soprattutto nei Comuni soggetti al vincolo paesistico, un appesantimento delle procedure, in contrasto con lo spirito stesso del Regolamento, nonché con i criteri di efficacia ed economicità che dal 1990 vengono promossi per la semplificazione delle procedure. In Regione Lombardia permane invece l’obbligo di acquisire il parere da parte della Commissione Paesaggistica sulle richieste di Autorizzazione paesaggistica, anche per la semplice cartellonistica, o modifica di insegne, questo comporta la necessità di convocare ripetutamente la Commissione Paesaggio. Sarebbe opportuno che venga attuata una revisione al piano Paesaggistico Regionale individuando aree con bassa sensibilità paesaggistica che pertanto potrebbero risultare esenti dalle procedure previste dal Decreto Legislativo 42/2004.
Coinvolgimento sin dalle prime fasi, nei processi autorizzativi delle opere infrastrutturali di tutti i soggetti interessati.
L’agricoltura lombarda è un settore di estrema importanza e strategicità nella nostra regione: una tradizione di alta qualità e di eccellenza che merita il sostegno e la promozione attraverso ogni strumento a disposizione. Regione Lombardia ha dimostrato in questi anni di avere particolarmente a cuore le questioni del comparto agricolo, consapevole della sua assoluta rilevanza all’interno della nostra politica di sviluppo economico e territoriale.
Il nostro obiettivo per sostenere il settore primario in questa delicata fase economica è quello di continuare a favorire il taglio netto della burocrazia e dei costi alle imprese, oltre a rafforzare le iniziative già in corso da anni per promuovere le filiere e i prodotti tipici. Tra queste azioni vanno ricordati soprattutto i provvedimenti con i quali Regione Lombardia ha anticipato i finanziamenti della Politica Agricola Comunitaria (PAC) a favore di decine di migliaia di aziende, portando liquidità per centinaia di milioni di euro; i finanziamenti per la sostituzione dei macchinari; i prestiti di conduzione; la creazione dei distretti agricoli.
Uno degli ambiti più delicati del settore è quello relativo al latte ed ai latticini. Per questo comparto, si è deciso di creare un distretto di filiera del latte lombardo, per aggregare ed unire le forze. In esso sono confluite undici società, che rappresentano oltre 600 stalle e che portano il prodotto direttamente ai trasformatori per la creazione dei migliori formaggi della Pianura Padana. Un’organizzazione che ha già messo nelle sue priorità la ricerca, l’innovazione e l’internazionalizzazione, con l’obiettivo di arrivare a determinare un prezzo del latte su base indicizzata. Scopo del distretto è anche quello di portare il nostro latte sempre più lontano e creare quante più opportunità per chi si occuperà di agricoltura. Per raggiungere questi obiettivi, occorre fare squadra, serve saper unire il comparto agricolo con quelli industriale e di trasformazione, coniugando tradizione e tecnologia.
Infine non sono mancati gli interventi a tutela dell’agricoltura di collina e di montagna, patrimonio indiscutibile di Regione Lombardia.
Nell’ambito della tutela del settore ed in generale del territorio, una delle principali innovazioni legislative ha riguardato l’introduzione per legge del principio di suolo agricolo quale “bene comune”, tracciandone una definizione che servirà in futuro a orientare tutte le leggi regionali.
Ovviamente ogni politica di tutela del territorio non può essere sviluppata a compartimenti stagni, ma deve essere inquadrata in una filosofia complessiva. Questa consapevolezza ha portato Regione Lombardia a impegnarsi anche sul fronte dell’intero sistema idrico lombardo, non solo quello afferente all’agricoltura. Abbiamo approvato una significativa riforma dei consorzi di bonifica, di fatto dimezzati nel numero, che porterà risparmi importanti al bilancio regionale, ma anche sul Servizio Idrico Integrato, col superamento dei vecchi ATO e con l’introduzione di nuovi criteri gestionali dell’acqua che, comunque, rimane un “bene pubblico” le cui scelte strategiche sono state volutamente affidate agli enti locali in rappresentanza degli interessi dei cittadini.
Non dimentichiamo, infine, l’impegno della Regione Lombardia nel campo più generale della difesa del suolo e dell’assetto idrogeologico, ambito in cui l’agricoltura deve rivestire un ruolo preminente. A tal fine è stato predisposto un apposito progetto di legge per migliorare la governance in materia e per rendere più efficaci le politiche di intervento sul territorio.
Il principio della tutela del territorio non poteva certo escludere le misure a custodia delle aree di pregio di Regione Lombardia, pertanto si è dato vita alla riforma della governance dei parchi regionali, introducendo principi di riduzione della spesa e di ottimizzazione delle risorse, senza fare alcuna concessione a nuovi interventi speculativi o di riduzione del grado di tutela del territorio assicurato dai parchi e dalle riserve naturali.
Per salvaguardare la vocazione agricola lombarda intendiamo anche nella prossima legislatura:

  • Porre il massimo impegno nella trattativa sulla riforma della politica agricola comunitaria facendo in modo che continui a sostenere l’agricoltura lombarda che produce eccellenze agroalimentari come il grana padano
  • Orientare le scelte definitive relative alla nuova PAC (politica agricola comunitaria) volte a favorire la produttività e competitività delle aziende agricole lombarde adattando il più possibile alle peculiarità dell’agricoltura lombarda, che è di qualità e non estensiva, quelle che saranno le decisioni definitive.
  • Mantenere da parte della Regione Lombardia l’anticipo dei contributi PAC, necessari per dare liquidità alle aziende.
  • Definire nuovi piani di sviluppo rurale (PSR) e semplificarne l’applicazione: si tratta di strumenti fondamentali per l’evoluzione tecnologica e di efficienza delle aziende agricole in quanto trasferiscono modelli innovativi di agricoltura capaci di coniugare sostenibilità ambientale ed economica.
  • Implementare la competenza generale attraverso l’utilizzo della ricerca applicata e il trasferimento tecnologico con la formazione. Rilanciare la ricerca è un imperativo.
  • Favorire gli strumenti assicurativi e mutualistici.
  • Abbattere i costi burocratici che purtroppo pesano sulle imprese agricole. Per le imprese del settore agricolo si tratta di un obiettivo di fondamentale importanza, dato il carico amministrativo e finanziario che grava sulle stesse, a causa di una
  • moltitudine di adempimenti troppo spesso inutilmente complessi e ridondanti, che divengono un vero fattore limitante della competitività.
  • Sollecitare il governo ad una revisione della applicazione dell’IMU in agricoltura soprattutto sulle parti di questa tassa che colpiscono i beni strumentali come terreni coltivati e fabbricati rurali adibiti alle attività agricole.
  • Mantenere su base catastale la fiscalità per le società agricole in modo da rendere di nuovo utilizzabile il sistema per la aggregazione fondiaria.
  • Ridurre al minimo il consumo del territorio, introducendo norme di difesa del suolo agricolo e che incentivino la permanenza dell’agricoltura sul territorio.
  • Ridefinire tutta la partita concernente la Direttiva nitrati, la cui attuazione è ora oggetto di deroga, ma che comunque, in futuro, non possiamo permetterci di accogliere in toto nelle sue linee generali in quanto fortemente penalizzanti per la nostra agricoltura. Nel frattempo assicuriamo il nostro impegno per la celere conclusione della procedura di ridefinizione delle ZVN (Zone vulnerabili da nitrati), allo scopo di verificare l’effettivo impatto agricolo sul più generale inquinamento da nitrati. Le tutela delle acque dall’inquinamento da nitrati è comunque un primo passo verso la tutela complessiva del territorio, che si basa su politiche integrate e multidisciplinari fortemente connesse agli aspetti che direttamente o indirettamente coinvolgono il suolo agricolo, il quale merita una sua specifica disciplina di garanzia, considerato il massiccio depauperamento a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, soprattutto ad opera delle nuove edificazioni e delle numerose infrastrutture viabilistiche.
  • Incentivare l’aggregazione e l’associazione degli imprenditori agricoli e integrare nel sistema agricolo anche il mondo dei servizi alla agricoltura, che sono il modo più efficiente per perseguire la riduzione dei costi e l’accesso alla innovazione.
  • Promuovere i rapporti fra i diversi soggetti della filiera e favorire una giusta distribuzione del valore aggiunto, anche tramite la stipula di contratti.
  • Rilanciare l’imprenditoria giovanile in campo agricolo attraverso la riduzione fiscale per i giovani che aprono imprese agricole e attribuzione di appezzamenti del demanio agricolo per creare nuove imprese.
  • Spingere sulla via dell’informatizzazione. C’è infatti la necessità di implementare le reti nelle zone agricole non coperte e sviluppare servizi che consentano alle aziende agricole di avere in tempo reale informazioni e dati utili per migliorare la gestione aziendale e per semplificare le pratiche amministrative e burocratiche. Tutto questo si può realizzare con costi molto ridotti.
  • Valorizzare e promuovere le nostre produzioni di eccellenza sui mercati mondiali, nonché prevedere la certificazione di origine, così da consentire al consumatore una scelta consapevole.
  • In tema di sicurezza alimentare attuare del Piano Fitosanitario, per proteggere le coltivazioni e le risorse naturali della Lombardia.
  • Approvare linee guida per il rilascio dei marchi alle aziende agricole operanti nei Parchi, nelle aree protette e nelle riserve naturali.
  • Favorire l’accesso al credito e l’incontro tra le banche e le imprese agricole.
  • Costituire un albo delle aziende florovivaistiche in grado di aggregare e certificare la aziende strutturate sul territorio.
  • Favorire iniziative volte alla trasformazione aziendale e la vendita diretta dei prodotti agricoli.
  • Promuovere le agroenergie dando impulso alla produzione di energie rinnovabili, mediante l’utilizzo di reflui zootecnici e scarti di produzione, quale forma di reddito integrativo per le aziende agricole.
  • Supportare l’agriturismo rendendo possibile l’accesso ai finanziamenti del PSR a tutte le aziende agrituristiche indipendentemente dalla localizzazione, creando un sistema promozionale unico anche in vista di Expo 2015 e dando ordineal settore attraverso una maggiore programmazione degli insediamenti;
  • Favorire l’inclusione delle aziende agrotecniche o di conto terzi nella definizione di “agricoltore attivo”, requisito per accedere ai finanziamenti della nuova PAC.
  • Incentivare schemi di gestione mista tra aziende di piccole dimensioni e contoterzisti, che vedano il management affidato all’imprenditore agricolo e il lavoro alla azienda contoterzista. Questo permetterebbe anche alle aziende agricole dimensioni ridotte, e che non hanno la forza economica per acquistare nuovi macchinari, di accedere a tecnologie di ultima generazione.
  • Promuovere i rapporti fra i diversi soggetti della filiera e favorire una giusta distribuzione del valore aggiunto, anche tramite la stipula di contratti.
  • Potenziare il ruolo di ERSAF, come strumento di valutazione e veicolo di innovazione agricola. La sua struttura, avviando partnership con realtà similari di paesi ad avanzata agricoltura, sarà pioniera in Lombardia della tecnologia che si sta sviluppando a livello mondiale.
  • Per l’agricoltura di montagna, data la particolare condizione dimensionale delle aziende montane, bisognerà prevedere pratiche burocratiche ridotte al minimo per accedere a facilitazioni, aiuti e finanziamenti. È infatti Indispensabile operare una decisa politica di rilancio della montagna e in particolare delle comunità montane, previste dallo statuto regionale, le quali svolgono una funzione fondamentale per la coesione e lo sviluppo dei territori montani.
  • Per le gestioni associate dei servizi si ritiene necessario adeguare la disciplina regionale stabilizzando il Fondo Regionale, rendendo le comunità montane soggetto idoneo allo svolgimento di funzioni associate, anche attraverso convenzioni modulari che consentano di impiegare modelli organizzativi flessibili nella gestione delle singole funzioni/servizi tra Comuni, riconoscendo la peculiarità della montagna.
  • Maggiori risorse dovranno essere quindi destinate alle comunità montane così che si possano realizzare le infrastrutture agricole necessarie e a colmare le lacune del cosiddetto “digital divide”.

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Le infrastrutture sono la rete che unisce il Paese, la chiave per assicurare l’accessibilità ai cittadini che abitano e lavorano, per dare impulso agli scambi tra persone, per garantire il trasporto delle merci, per favorire il travaso di benessere, di conoscenza e di risorse tra le diverse aree, per accrescere il valore dei territori.
Per questo motivo vogliamo una forte accelerazione alla realizzazione finale delle opere prioritarie già avviate dal governo regionale precedente come Pedemontana, TEM e Bre.Be.Mi, per arrivare pronti all’appuntamento di Expo 2015.
Sappiamo tutti che le infrastrutture sono un elemento strategico di competitività di un sistema territoriale. Numerose analisi e ricerche scientifiche dimostrano infatti che proprio gli investimenti in infrastrutture possono rappresentare una leva sensibile per la ripresa dell’economia. Ogni miliardo di euro destinato allo sviluppo di infrastrutture genera circa 20 mila nuovi posti di lavoro e l’aumento di un solo punto percentuale di accessibilità aerea di un territorio genera un aumento dello 0,1% degli occupati in scienza e tecnologia sul totale degli occupati nell’area.
In tale direzione lanceremo lo sguardo oltre i confini regionali e nazionali, sostenendo lo sviluppo di Malpensa, dei collegamenti con il sistema portuale ligure e dei collegamenti ferroviari con i valichi alpini (Loetschberg e San Gottardo).
Non dimentichiamoci, inoltre, che la realizzazione di nuove infrastrutture autostradali più scorrevoli e sicure – parallelamente a nuove reti ferroviarie e metropolitane e una serie di incentivi all’uso di mezzi di trasporto pubblici e privati sempre più efficienti e funzionali – è inoltre la risposta necessaria alla domanda di uno sviluppo sempre più sostenibile per l’ambiente. La fluidificazione del traffico indotta dall’apertura di nuove strade produce risparmi di milioni di tonnellate di emissioni inquinanti, milioni di euro l’anno di costi di carburante e di milioni di ore l’anno trascorse in viaggio dagli automobilisti.
Abbiamo, inoltre, tutti compreso che occorre una nuova concezione delle infrastrutture e dei trasporti, i quali non devono più soltanto crescere, ma devono farlo in modo razionale, sostenibile, umano. Devono essere creati snodi, reti, sistemi interconnessi. Deve essere reso conveniente il transito a nuove modalità di spostamento e l’adozione di nuove tecnologie della mobilità. Deve essere incentivata l’innovazione scientifica e industriale.
La mobilità a impatto zero non è una chimera ma un obiettivo realizzabile. Per vincere questa sfida è necessario l’apporto di tutti a partire dalle imprese, soggetti capaci di esprimere un valore aggiunto in termini di industria, ricerca e innovazione tecnologica. Vogliamo continuare per questo sulla strada già tracciata dal precedente governo regionale degli incentivi alla diffusione della mobilità elettrica o a metano, in cui la Lombardia svolge un ruolo già da protagonista a livello nazionale.
Occorre, dunque, confrontarsi responsabilmente con tutti gli stakeholder del territorio sulla visione strategica delle “green region” da adottare, dando vita ad azioni concrete, incisive e innovative.
Per quanto riguarda il Trasporto Pubblico Locale, nella IX legislatura è stataapprovata una importante riforma del settore, che introduce una gestione integrata e coordinata di tutti i servizi del trasporto pubblico locale. Il territorio lombardo viene riorganizzato in 5 bacini di utenza (Bergamo; Brescia; Cremona con Mantova; Milano con Monza, Pavia e Lodi; Varese e Como con Lecco e Sondrio), gestiti da apposite Agenzie per il trasporto pubblico locale. L’affidamento dei servizi di gara, che verrà svolto dalle agenzie, riguarderà il trasporto pubblico sia su gomma che su ferro. Nei criteri per l’assegnazione delle risorse si introduce il riferimento ai costi standard e ai fabbisogni di mobilità, premiando, con una quota non inferiore al 5%, il conseguimento di obiettivi di efficacia e di efficienza precedentemente stabiliti. Tra le principali finalità della legge vi è il miglioramento della qualità dei servizi, la sostenibilità economica del sistema, l’integrazione tariffaria in Lombardia.
Liberalizzazione ferroviaria
Per liberalizzazione ferroviaria si intende quel processo che, nel tempo, ha introdotto nei vari stati europei il principio per cui una pluralità di operatori (imprese ferroviarie) utilizzano le stesse infrastrutture ferroviarie, alle medesime condizioni. Una vera liberalizzazione del servizio permetterebbe di avere servizi migliori a costi inferiori se si instaura una vera e propria concorrenza tra operatori.
Favorire la realizzazione di nuove opere infrastrutturali
Negli ultimi anni, a causa della scarsità di risorse pubbliche, la quota di finanziamenti privati per la realizzazione di infrastrutture ad uso pubblico è diventata sempre più consistente. Molto spesso, però, per problemi finanziari i cantieri si protraggono molto a lungo nel tempo, le opere tardono ad entrare in funzione e le tariffe dei servizi diventano molto elevate. Per ovviare a questi disagi, si propone una ripartizione del rischio tra enti concessionari e Regione Lombardia per garantire presso le banche il rispetto dei piani economici di gestione delle infrastrutture, soprattutto nel caso delle nuove opere viabilistiche/autostradali.
La Regione non investirebbe fondi per la realizzazione delle nuove infrastrutture, ma garantirebbe alle concessionarie il proprio supporto in caso di traffico inferiore rispetto a quello calcolato e necessario per garantirebbe l’equilibrio finanziario.
Bandi e appalti a km 0
Appalti a km zero per garantire il lavoro e la tutela delle aziende e degli imprenditori locali, e per sostenere l’economia regionale generando un effetto moltiplicatore ma anche per tutelare le istituzioni da lavori svolti non proprio a regola d’arte. La proposta ha l’obiettivo di restringere la partecipazione alle gare indette per opere da realizzare sul territorio alle imprese locali. Il modello è già stato sperimentato attraverso un articolo della Legge regionale Sviluppo, nel quale viene normata la possibilità di Regione Lombardia e degli enti regionali correlati di introdurre un sistema di premialità per le aziende del territorio, a km 0, che, diminuendo gli spostamenti e sgravando la rete di trasporti, permettono un abbattimento delle emissioni e dei costi sociali.
Opere Prioritarie
Porteremo a conclusione la realizzazione delle opere stradali prioritarie e di accesso ad Expo in particolare Bre.Be.Mi, TEM e Pedemontana, curandone l’impatto sul territorio circostante. Particolare attenzione daremo a tutte quelle strade locali secondarie - percorse ogni giorno da migliaia di lombardi - fondamentali per garantire un adeguato diritto a muoversi in Lombardia.
Aeroporti
Continueremo a investire risorse e a credere nel ruolo strategico di Malpensa come aeroporto intercontinentale per tutto il Nord Italia e degli aeroporti del sistema regionale.
Trasporto Pubblico Locale
Continueremo a investire nel Trasporto Pubblico Locale, nella consapevolezza che l’avvio delle Agenzie di TPL ci garantirà di offrire sempre di più una maggiore qualità, una maggiore razionalizzazione dei servizi e di rinnovare il materiale rotabile, nonostante gli ingenti tagli del Governo. Punteremo sull’utilizzo della la Carta regionale dei servizi anche per attuare una vera integrazione tariffaria.
Mobilità sostenibile
Investiremo sulla mobilità elettrica con nuovi bandi che agevolino la sostituzione delle vecchie auto. Favoriremo le nuove modalità di trasporto connesse alla rete ferroviaria, a partire dal car sharing con mezzi a basso impatto, dal bike sharing e dai servizi a chiamata.
Realizzazione infrastrutture ferroviarie
Il trasporto ferroviario rappresenta ancora un volano di sviluppo, fungendo da medium per merci e persone. Per questo continueremo a investire risorse sullo sviluppo delle reti ferroviarie sulle grandi direttrici europee, ma anche sulle tratte legate al trasporto pubblico locale come i passante ferroviari e le linee metropolitane.
Piste ciclabili
Sosterremo la mobilità ciclistica, non solo come occasione cicloturistica, ma anche come concreta ed economica alternativa all’automobile per raggiungere i luoghi di lavoro. Costruiremo nuove piste ciclabili e green way per dare piena attuazione al piano regionale per la mobilità ciclistica.
Navigli
Entro il 2015, in tempo con l’appuntamento di Expo, cambieremo il volto del sistema dei Navigli lombardi: verranno messe in sicurezza le sponde, saranno realizzati itinerari ciclo-pedonali, interventi per la navigabilità, anche per una sua valorizzazione turistica.
Merci
Le infrastrutture per la logistica, per essere efficienti e produrre un minore impatto sul territorio, non possono prescindere, oltre che da una maggiore capacità del trasporto ferroviario, anche da nodi intermodali più grandi e più vicini possibile alle aree di produzione e consumo. Per questo individueremo itinerari ferroviari dedicati alle merci e lavoreremo per sciogliere i nodi metropolitani. Il nostro obiettivo sarà evitare un’eccessiva polverizzazione di centri intermodali sottodimensionati. In tale direzione svolgeremo un ruolo di regia per lo sviluppo di progetti di city logistic in accordo con i Comuni, gli operatori economici e del trasporto e i gestori della rete infrastrutturale.

AMBIENTE

La difesa dell’ambiente è una tematica nella quale i governi regionali svolgono un ruolo chiave, sia perché gestiscono gli strumenti di pianificazione, sia perché sono gli unici a possedere la capacità di comprendere le potenzialità e i problemi dei propri territori.
Spetta dunque a chi governa la Lombardia integrare l’attenzione all’ambiente in tutte le politiche, con un approccio che sappia conciliare gli obiettivi di una consistente riduzione dell’inquinamento con quelli della crescita produttiva: da un lato, dunque, tutelare e difendere le nostre risorse naturali, dall’altro promuovere uno sviluppo forte e sostenibile.
Vogliamo perciò adottare politiche di tutela che coinvolgano, in un sistema di leggi e regole chiare, i vari livelli di governo e amministrazione. E al contempo favorire la diffusione di una moderna educazione ambientale, avvalerci delle forze che partono dalla cittadinanza, valorizzare il contributo di tutti i cittadini.
Perché l’attenzione all’ambiente non sia ostacolo, ma occasione per la crescita, crediamo fermamente nella necessità di favorire l’innovazione tecnologica, promuovere gli investimenti delle imprese, incentivare prodotti e processi produttivi
rispettosi dell’ambiente. Questa la nostra idea di green economy: una straordinaria opportunità di crescita e di innalzamento della qualità della vita.
Miglioramento della qualità dell’aria

  • Misure per favorire il miglioramento dei rendimenti energetici e dei processi di trattamento dei fumi in ambito produttivo, attraverso la semplificazione e lo snellimento burocratico per le imprese che sviluppano progetti per il miglioramento complessivo delle prestazioni ambientali.
  • Misure per l’ammodernamento degli impianti di riscaldamento domestico, con incentivi per la sostituzione dei sistemi vetusti con impianti efficienti e meno inquinanti.
  • Interventi per la riduzione delle emissioni da traffico veicolare, attraverso il potenziamento del trasporto pubblico su gomma e rotaia, lo sviluppo della mobilità ciclo-pedonale e la predisposizione di nuovi incentivi per la sostituzione dei mezzi più inquinanti.
  • Potenziamento del monitoraggio dell’aria attraverso l’estensione delle stazioni di controllo, sia per sorvegliare le aree più critiche, sia per verificare l’andamento delle politiche attuate.
  • Richiesta al Governo centrale di adottare di un “piano nazionale” per l’inquinamento zero, ad oggi mancante.
  • Introduzione di meccanismi di defiscalizzazione, incentivazione e supporto ai soggetti che volontariamente adottino comportamenti rispettosi dell’ambiente.
  • Promuovere la sperimentazione, in ottica integrata salute-ambiente, della Valutazione di Incidenza Strategica

Tutela delle risorse idriche

  • Risanamento dei corsi d’acqua attraverso la realizzazione di opere di collettamento, il miglioramento degli impianti per il trattamento delle acque reflue e lo sviluppo di una nuova rete per il controllo e monitoraggio della qualità delle acque superficiali.
  • Rafforzamento delle misure di contrasto all’inquinamento delle acque, anche mediante la revisione della normativa sulle autorizzazioni allo scarico, nonché delle procedure di monitoraggio e controllo.
  • Tutela dei bacini fluviali e lacustri nelle aree Alpine e Prealpine attraverso interventi per la mitigazione del rischio idraulico, l’introduzione di nuovi vincoli ambientali e l’obbligo di monitoraggio continuo e telematico del Deflusso Minimo Vitale (DMV) nei bacini soggetti a prelievo di acque per la produzione di energia idroelettrica.
  • Ridefinizione delle competenze di Stato e Regioni sulle acque per accrescere la capacità di incidere sullo stato delle risorse idriche. Avvieremo col Governo unlavoro per redigere una nuova legge “quadro” per la qualità delle acque e la riforma del “servizio idrico integrato”.
  • Valorizzazione delle opportunità turistiche dei laghi e dei fiumi.
  • Progressiva ricostituzione dei corridoi fluviali per permettere la rigenerazione della biodiversità compromessa negli decenni scorsi e conseguente rivalutazione della normativa sulle prese/centrali idroelettriche.

Promozione delle energie rinnovabili

  • Nuove misure per il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di energie rinnovabili e contenimento dei consumi, anche attraverso incentivi e semplificazioni burocratiche per le imprese che adottano procedure per il miglioramento dell’efficienza energetica.
  • Implementazione delle politiche di efficienza energetica con particolare attenzione al teleriscaldamento. A tal fine sarà favorito lo sviluppo di infrastrutture di trasporto del calore sul territorio lombardo dai siti produttivi all’area metropolitana e a quelle più urbanizzate.
  • Sostegno ed incentivazione delle diverse forme di energia rinnovabile (solare termico, fotovoltaico e biomasse).
  • Sostegno all’edilizia sostenibile al fine di coprire parte del fabbisogno energetico degli edifici con fonti rinnovabili.
  • Riordino della materia dei canoni e dei sovra-canoni per la derivazione idrica ad uso idroelettrico o industriale. Nella prospettiva delle gare per l’assegnazione di concessioni idroelettriche in scadenza, sarà dato adeguato rilievo agli aspetti di compensazione territoriale a vantaggio delle comunità interessate a partire dalle aree montane.

Smaltimento dei rifiuti

  • Sostegno al recupero energetico dai rifiuti in termini di produzione elettrica o termica, parallelamente all’implementazione della raccolta differenziata e del riciclo tanto nei piccoli comuni, quanto nelle grandi città metropolitane.
  • Diffusione di campagne per lo smaltimento dell’amianto. Rafforzamento del piano/programma per il censimento, la rimozione e lo smaltimento dell’amianto anche mediante incentivi per l’acquisto di tetti fotovoltaici.
  • Aumento dei controlli per la prevenzione e la repressione dell’infiltrazione della criminalità organizzata.

Salvaguardia del verde

  • • Piantumazione di cinque milioni di alberi entro il 2018 sostenendo nel contempo la filiera “bosco-legna-energia” e tutta l’economia legata al settore degli alpeggi.
  • • Valorizzazione delle risorse di flora e fauna, facendo leva sulle loro ricadute economiche in ambito turistico, sociale e imprenditoriale anche al fine di implementare attività imprenditoriali e produttive profittevoli, quali il turismo responsabile.
  • • Tutela e valorizzazione dei parchi naturali attraverso una legislazione integrata ed armonizzata con quella urbanistica e di pianificazione territoriale.
  • • Aggiornamento normativo per promuovere le attività economiche “sostenibili” nelle aree protette, specie mediante la valorizzazione dell’artigianato e del turismo che ricerca la “qualità ambientale” e la fruizione di “beni e valori storico-culturali”.
  • • Creazione dei distretti paesaggistico-ambientali per delineare sistemi, territorialmente delimitati per adottare politiche di tutela dell’ambiente mirate, integrate e strutturali.
  • Salvaguardia e rilancio della montagna, attraverso una politica che sappia favorire importanti investimenti per migliorarne l’attrattività, l’innovazione e l’accessibilità.
  • Revisione e semplificazione della normativa ambientale regionale per favorire lo sviluppo sostenibile, la ricerca e l’innovazione.
  • Introduzione della Valutazione Ambientale Strategica per tutti i procedimenti autorizzativi di rilevante impatto ambientale.
  • Applicazione dei principi di contabilità ambientale per quantificare il valore economico degli interventi e delle perdite.
  • Supporto anche alle iniziative economiche private che siano rispettose dei principi a tutela della biodiversità.
  • Sostegno e coordinamento delle organizzazioni volontarie al fine di massimizzare il loro supporto alle politiche regionali di tutela dell’ambiente.
  • Potenziamento dell’educazione ambientale nelle scuole al fine di garantire un maggior coinvolgimento della popolazione, a partire dai più giovani, nelle politiche regionali di tutela e valorizzazione dell’ambiente.

Difesa del suolo
Le azioni che intendiamo mettere in campo sui tema del territorio e della protezione civile prendono le mosse dalla convinzione che la terra sia un bene prezioso che deve essere salvaguardato e al contempo valorizzato. A questo scopo la Regione, con la riforma delle politiche per il territorio, si è dotata di efficaci strumenti, come il Piano Territoriale regionale, che permette un’attività strategica di pianificazione della gestione del territorio e delle sue trasformazioni.
Siamo convinti che il territorio sia di tutti. Per questo continueremo a definire indirizzi di pianificazione negoziata, raccordando il governo del territorio regionale con le politiche territoriali locali nella direzione di uno sviluppo intelligente e condiviso della Lombardia dei prossimi decenni.
Tra i princìpi fondamentali che porremo a guida e orientamento delle nostre politiche territoriali ci sono l’attenzione alla qualità delle aree urbane, il buon uso e il non consumo di suolo, il riuso e il recupero delle aree dismesse, la sicurezza idrogeologica.
Il metodo che utilizzeremo sarà quello tracciato dagli attuali strumenti normativi regionali in materia di urbanistica: vale a dire favorendo la condivisione d’intenti a ogni livello territoriale e amministrativo, incoraggiando le partnership pubblico-privato e il project financing, ricercando un ampio consenso e offrendo sempre certezza dei costi e dei tempi.
Uso del suolo

  • •Varo di un grande programma regionale integrato che configuri “distretti ambientali e produttivi”, in cui ambiente, territorio, attività produttive e infrastrutture siano programmate e concepite contestualmente per proteggere il suolo lombardo e valorizzarne l’uso.
  • Revisione della normativa regionale in materia di attività estrattive, con l’attribuzione di maggiori competenze ai Comuni in materia di pianificazione degli interventi di recupero ambientale delle cave cessate.
  • Costante aggiornamento del Piano regionale di bonifica dei siti inquinati, proseguendo nella realizzazione degli interventi già approvati e finanziati per il triennio 2012-2014.
  • Stanziamento di ulteriori risorse per gli interventi di bonifica, anche promuovendo accordi con gli operatori privati.
  • Creazione di un servizio regionale di supporto per i comuni con meno di cinquemila abitanti interessati da situazioni ambientali complesse, come la bonifica di siti contaminati.
  • Sostegno a iniziative volte a rilanciare il marketing territoriale delle aree contaminate.

Calamità e rischi idrogeologici

  • Sostegno ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti per opere di pronto intervento per calamità.
  • Sostegno ai cittadini e alle imprese che subiscono danni in seguito a calamità naturali, come la perdita della casa o il danneggiamento delle strutture produttive, con riferimento al reale danno subito.
  • Estensione su tutto il territorio regionale del numero telefonico unico per le emergenze.
  • Formazione ed informazione per i cittadini e le amministrazioni locali per affrontare le emergenze.
  • Dotazione delle migliori tecnologie per la prevenzione degli eventi calamitosi.
  • Collaborazione con ARPA per le attività di pronto intervento ambientale.
  • Promozione di un Coordinamento sovraregionale in tema di formazione e sicurezza urbana con l’introduzione di nuovi regolamenti regionali su uniformi, gradi, distintivi, mezzi e strumentazioni.
  • Realizzazione di una banca dati regionale dell’insicurezza alimentata dal progetto di georeferenziazione.
  • Interventi preventivi per evitare o mitigare disastri idrogeologici: rafforzamento delle azioni di monitoraggio, sistemazione di corsi d’acqua e versanti instabili, istituzione di un piano straordinario per la valutazione dei rischi naturali e antropici.

SICUREZZA E LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Prevenzione e contrasto alla criminalità
Regione Lombardia ha istituzionalizzato una rete organizzata di collaborazioni a base volontaria e sociale con enti locali, associazioni, fondazioni, comunità di recupero e organizzazioni di volontariato per la realizzazione di interventi volti a prevenire e combattere il fenomeno della criminalità organizzata, dell’usura e delle truffe nei confronti delle persone anziane. La realtà lombarda, proprio per la vitalità del tessuto economico-sociale, è da decenni oggetto di interesse da parte delle associazioni di stampo mafioso. Grazie a questa normativa Regione Lombardia potrà sottoscrivere convenzioni e protocolli con l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, con la possibilità di acquisire e/o riadattare gli edifici a uffici, comandi o alloggi per operatori di sicurezza. Regione Lombardia è intervenuta anche a tutela delle vittime della criminalità organizzata fornendo assistenza materiale, psicologica, di cura ed aiuto delle vittime, anche mediante erogazione di fondi regionali a favore di associazioni, fondazioni e organizzazioni che si occupano di prevenzione e di assistenza legale e psicologica alle vittime. Le condizioni per beneficiare di tale assistenza sono la residenza nel territorio lombardo al momento del verificarsi del reato oppure il verificarsi del reato all’interno della Regione Con tale provvedimento legislativo, Regione Lombardia ha promosso interventi a favore della popolazione anziana colpita gravemente dai reati di truffa, fornendo contributi o finanziamenti, e favorendo la stipulazione dei contratti di assicurazione da parte dei comuni a beneficio delle vittime dei delitti contro il patrimonio attuati mediante frode.
Si intende proporre al governo centrale, la modifica delle regole del patto di stabilità, introducendo la possibilità per gli enti virtuosi, di assumere personale qualificato nel settore della Polizia Locale, così da rendere gli organici delle amministrazioni in grado di poter operare con maggiore efficacia il controllo del territorio di pertinenza.

EXPO 2015

Dall’1 maggio al 31 ottobre 2015, Milano ospiterà l’Esposizione Universale sul tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, che si declina in sicurezza alimentare, salute, acqua, ambiente e sostenibilità, mobilità ed energia.
I numeri sono quelli di una manifestazione di livello mondiale: 1,1 milioni quadrati di esposizione, 20 milioni di visitatori, di cui il 30% stranieri, 1,3 miliardi di euro gli investimenti pubblici, un miliardo di ricavi attesi dai partecipanti ufficiali, 500 milioni i contributi da parte di aziende e partner, 4,8 miliardi i benefici attesi in ambito turistico, 70 miliardi la produzione aggiuntiva attivata1, 60 mila nuovi posti di lavoro da qui al 2015, oltre 2 mila eventi previsti nei sei mesi fra dibattiti, convegni istituzionali, eventi culturali e gastronomici.
Siamo pronti a scommettere su Expo Milano 2015 e lavoreremo affinché questo grande evento rappresenti realmente una straordinaria occasione di rilancio economico e sviluppo del territorio lombardo e dell’intero sistema Paese.
In continuità con le azioni messe finora in atto, rafforzeremo i ruoli strategici ricoperti da Regione Lombardia nella governance dell’esposizione universale milanese: l’ente regionale è, infatti, socio della società Expo 2015, che è il soggetto attuatore dell’evento, ed è anche socio di Arexpo, la newco costituita non solo per risolvere laquestione dell’acquisizione delle aree dove si svolgerà la manifestazione, ma anche per assicurarne la valorizzazione e la riqualificazione al termine dell’esposizione.
Consolideremo l’importante lavoro svolto sul fronte infrastrutturale grazie al Tavolo Lombardia, luogo istituzionale di coordinamento degli interventi regionali e sovraregionali legati all’Expo e presieduto dal Presidente della Regione Lombardia: ad oggi tutte le opere di competenza regionale sono in linea con i cronoprogrammi e saranno concluse entro il 2015. Così come fatto fino ad oggi, ci impegniamo a monitorare con la massima attenzione sul rispetto delle norme che garantiscono la tutela della legalità e della sicurezza nel compimento delle grandi opere.
Per raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo promuoveremo una serie di azioni:

  • Nell’anno dell’Expo 2015, lanciare il marchio che certifica la qualità delle produzioni lombarde in ogni settore per esplorare nuovi mercati anche dopo il grande evento.
  • Valorizzare Expo 2015 come grande opportunità di marketing e di rilancio economico per le imprese lombarde.
  • Proseguire il lavoro avviato dal Tavolo Lombardia per la realizzazione delle opere infrastrutturali di accessibilità al sito espositivo per un valore di circa 19 miliardi di euro.
  • Completamento, in tempo per l’avvio della manifestazione, delle opere di competenza regionale: Pedemontana sarà conclusa per la primavera del 2014, BreBeMi e Tangenziale Est Esterna di Milano (TEM) entro il 2013.
  • Proseguire il lavoro per la realizzazione di interventi per le infrastrutture ferroviarie e per la definizione e la programmazione dei servizi ferroviari per garantire un’adeguata accessibilità al sito espositivo.
  • Entro l’appuntamento di Expo 2015, mettere in sicurezza le sponde dei navigli, realizzare itinerari ciclo-pedonali ed interventi per la navigabilità, per una vera valorizzazione turistica.
  • Vigilare per un’Expo più sicura e trasparente e garantire la massima tutela della legalità e della sicurezza nella realizzazione delle grandi opere. incrementando le azioni contro la criminalità e le infiltrazioni mafiose.
  • Coinvolgimento delle istituzioni, associazioni, imprese, cittadini nel lavoro dei Tavoli tematici già avviati dal Tavolo Lombardia sulle aree strategiche e prioritarie (Sanità, Sicurezza, Attrattività del territorio, Servizi Pubblici essenziali e Sistemi informativi) per attuare azioni necessarie per la piena realizzazione del grande evento lombardo, valorizzando l’apporto di tutti.
  • Sviluppo di un’offerta culturale, turistica e sportiva mirata ad accogliere i 20 milioni di visitatori attesi, di cui almeno il 30% stranieri per Expo 2015, con una particolare attenzione ai giovani.
  • Rafforzamento della collaborazione a livello interistituzionale e interregionale per la costruzione di proposte e percorsi turistici e culturali attrattivi per Expo 2015.
  • Essere protagonisti, insieme agli altri Soci locali, e attraverso la società Arexpo, della progettazione e realizzazione di un post Expo che garantisca il massimo interesse pubblico e la sostenibilità ambientale ed economico-finanziaria degli interventi.

lombardiaintesta.com

Per scaricare il programma completo clicca qui