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Viva l’Italia CHE cambia!

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Viva l’Italia CHE cambia!Riesci ancora a pensare con la tua testa?
Allora leggi e rifletti, fidati sarà tempo guadagnato!
La firma sarà il tuo contributo intelligente a cambiare le cose per salvaguardare i tuoi risparmi, il tuo posto di lavoro, la possibilità per la tua famiglia ed i tuoi figli di continuare a vivere in uno dei territori che più a garantito il benessere della sua gente e che ora stanno portando alla rovina.
Come potrai leggere qui sotto non si propone di dividere l’Italia e non si parla di immigrazione ma si chiede, attraverso l’esercizio del voto popolare, di prevedere la possibilità di organizzare lo stato in maniera diversa.
Quando mai ha funzionato la pubblica amministrazione governata dallo stato centrale?
Quando mai ha redistribuito le risorse in maniera equa ?
I territori più poveri sono diventati più ricchi grazie a questo sistema? Cambiamo!
A detta di tutti l’Unione Europea è una pletora di burocrati e non costituisce una istituzione in grado di prendere decisioni comuni per affrontare le crisi economiche e persino le guerre! Cambiamo!
Cosa stiamo facendo?
Vogliamo cambiare la costituzione.
Come cambiamo la costituzione?
Con una proposta di legge di iniziativa popolare (Art.71 della costituzione) cioè: il comitato di promotori (almeno 10 cittadini) deposita presso la corte di cassazione i titoli della proposta di legge di iniziativa popolare per le quali intende raccogliere le firme (occorrono almeno 50.000): di tale iniziativa si dà annuncio sulla gazzetta ufficiale.
Si procede quindi con la vidimazione dei moduli su cui verranno apposte le firme : entro 180 gg dalla data di vidimazione i moduli completi di firme e certificati elettorali devono pervenire al Presidente della Camera o del Senato.
E DOPO LA RACCOLTA DI FIRME?
La proposta di legge viene portata in discussione nei due rami del parlamento, la Camera ed il Senato. Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
Ma allora con la tua firma che cosa cambi della Costituzione?
QUESITO MODULO AZZURRO
Inseriamo nella Costituzione:
Art. 117 comma 8
La possibilità che ogni Regione , sulla base di intese con altre Regioni e senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, delibera con propria legge regionale la costituzione di una COMUNITÀ AUTONOMA per lo svolgimento in comune di funzioni: in ciascuna Regione che intende aderire alla Comunità Autonoma, la legge regionale è sottoposta a referendum popolare e deve essere approvata dalla maggioranza dei voti validi espressi.
Art. 116
La legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, ratifica l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni che abbiano costituito la Comunità Autonoma e garantisce loro l’integrale finanziamento delle funzioni attribuite.
Art. 119 comma 4
Nella Comunità autonoma le risorse attribuite non possono essere inferiori al 75% del gettito tributario complessivo prodotto nel relativo territorio
Disposizioni transitorie XIX
Entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge di modifica costituzionale la legge dello Stato individua le funzioni amministrative che rimangono attribuite allo Stato nelle materie già previste all’Art. 117 secondo comma della Costituzione e attribuisce le restanti funzioni e le relative risorse a Comuni , Provincie e Regioni ; decorsi inutilmente sei mesi le funzioni e le relative risorse sono attribuite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri alle Regioni.
QUESITO MODULO ROSSO
Art. 75 comma 2
È ammesso il referendum popolare per l’abrogazione le leggi tributarie e per autorizzare a ratificare i trattati internazionali.
QUESITO MODULO VERDE
Entro 30 giorni dalla entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Presidente della Repubblica indice un referendum popolare, da tenersi contestualmente alle prime elezioni politiche, per chiedere ai cittadini italiani se ritengano che il Parlamento Europeo debba redigere un progetto di revisione degli attuali trattati europei (trattato di Unione europea e trattato di funzionamento dell’Unione Europea) da sottoporre ad approvazione successiva. Il progetto di revisione deve prevedere una Unione Europea intesa come Unione democratica e federale dei Popoli e delle Regioni e deve prevedere la ridefinizione dei parametri necessari per l’adesione e la permanenza nell’area Euro limitandola solo a quei territori che hanno conseguito l’equilibrio tra entrate e spese del proprio bilancio. Il Parlamento Italiano deve coinvolgere il Popolo nella fase di approvazione dei nuovi trattati. Il referendum è approvato dal Popolo Italiano se votato dalla maggioranza dei voti validi.