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Tutto scritto e Bossi ci è cascato... ma non può che biasimare se stesso

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Due considerazioni al volo sullo scandalo che sta scuotendo la Lega e che ha costretto Bossi alle dimissioni.
La prima: le cifre in gioco e gli illeciti contestati mi sembrano molto più modesti di altri scandali scoperti, recentemente (pensiamo a quelli di Penati e dell’ex tesoriere della Margherita Lusi, sospettato non di essersi fatto ristrutturarer una casa ma di aver sottratto oltre dieci milioni di euro). Questo ben inteso non assolve nè Bossi , nè la Lega: un partito che urla Roma ladrona e denuncia sprechi e malversazioni non solo non può permettersi di affidarsi a un tesoriere di dubbissima affidabilità come Belsito, ma non deve mai essere nemmeno sfiorato dal sospetto.
Inoltre, ed è la seconda considerazione, mi chiedo: ma la Lega non si è resa conto che presto o tardi sarebbe finita nel mirino? Le avvisaglie c’erano state, inchieste dei giudici, allusioni, polemiche… La Lega è, con l’Idv, l’unico partito in Parlamento che si oppone a Monti ovvero a un establishment che, sebbene non lo dichiari, mira a distruggere o a screditare chiunque rappresenti una minaccia a un sistema di potere che peraltro non viene esercitato solo in Italia. Un partito accorto avrebbe dovuto raddoppiare le precauzioni, e invece la Lega ha di fatto agevolato chi non aspettava altro che farla fuori.
Il problema, ormai evidente, è che Bossi negli ultimi tempi aveva perso il suo proverbiale fiuto. Forse a causa della malattia, forse per invecchiamento, però del leader che intuiva al momento giusto trappole e opportunità non c’è più traccia, anzi si è trasformato in un capo partito familista, sensibile al lusso, prigioniero di un clan che riusciva a orientarlo con facilità ovvero il prototipo di politico che un tempo aborriva. Che triste fine…
Sî fine, perchè il prezzo rischia di essere molto alto: da scandali come questi di solito non ci si riprende. Addio Lega e se si considera il ritiro di Berlusconi, il quadro appare chiaro: l’Italia finirà sempre più ostaggio dell’establishment alla Monti, alla Draghi, alla Amato, con i partiti ridotti al ruolo di vassalli, facilmente tacitabili considerato il loro enorme, ingombrante passato.
Avanti di questo passo e non ci sarà più una vera opposizione in Italia, questa sì è una tragedia…

da un articolo di Marcello Foa su blog.ilgiornale.it