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Dalle indagini su Belsito alle dimissioni di Bossi

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MILANO, 2 APR - Il tesoriere della Lega Francesco Belsito avrebbe distratto soldi pubblici "per sostenere i costi della famiglia Bossi". É quanto si legge nel decreto di perquisizione eseguito dai finanzieri del nucleo tributario di Milano nell'ambito dell'inchiesta in cui è indagato il tesoriere del Carroccio. Belsito ha alimentato la casta con denaro non contabilizzato e ha effettuato pagamenti e impieghi, anch'essi non contabilizzati o contabilizzati in modo inveritiero.
Tra questi impieghi risaltano nelle conversazioni telefoniche "i costi della famiglia", ossia i soldi usati per esigenze personali di famigliari del leader della Lega Nord. Si tratta di esborsi in contante o con assegni circolari o attraverso contratti simulati. Si tratta, affermano i pm, di pagamenti non riconducibili agli interessi del partito e contrari ai suoi vincoli statutari, e hanno "carattere appropriativo". Spese elettorali falsate, 18 milioni di euro sotto la lente dei pm.
Nell'inchiesta che vede indagato il tesoriere della Lega Francesco Belsito si ipotizza siano stati presentati rendiconti irregolari per rimborsi elettorali ottenuti dal Carroccio ai presidenti di Camera e Senato che sarebbero così stati tratti in inganno. Si stanno effettuando accertamenti anche sull'ultimo rimborso, erogato al partito lo scorso agosto, di circa 18 milioni di euro.
Pm: "Gestione opaca fin dal 2004". La gestione della tesoreria del partito è avvenuta "nella più completa opacità sin dal 2004". Lo si legge nel decreto di perquisizione.
Inchiesta dopo la denuncia di un leghista
L'inchiesta è nata in seguito all'esposto di un militante del Carroccio riguardante l'utilizzo dei fondi del partito negli investimenti in Tanzania e a Cipro.
L'ex ministro leghista, Roberto Maroni, lancia il suo atto di accusa sul terremoto giudiziario che ha colpito la Lega Nord e che coinvolge il tesoriere Francesco Belsito, ora indagato. Per Maroni si poteva fare qualche cosa prima, ma nulla è stato fatto. "L'abbiamo anche chiesto - ha sottolineato Maroni prima di un incontro sul mercato del lavoro all'Università Cattolica - . Abbiamo chiesto in un consiglio federale che ci portassero i conti, che si facesse chiarezza e si facesse un passo indietro". Questo non è accaduto. E chi non ha ascoltato è stato chiesto all'ex ministro? "chi doveva decidere" ha risposto Maroni. Un j'accuse quello di Maroni contro l'attuale gruppo dirigente della Lega Nord. "E' il momento di cogliere l'occasione di fare pulizia, perché queste cose fanno male alla Lega e ai suoi militanti. É il momento di fare un'operazione trasparenza e mettere le persone giuste al posto giusto", ha aggiunto Maroni.
Anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, chiede di fare pulizia e "di scrivere la parola fine a tutte queste cose. Mi sembra raccappricciante ciò che sta avvenendo: questa è un’agonia". Per l'esponente del Carroccio il partito ha "l’obbligo di dimostrare ai cittadini e ai militanti del partito che in Lega tutto si compie in maniera corretta".
Eppure c'è anche qualche voce fuori dal coro, come l’assessore leghista alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, secondo cui "i giudici hanno il dovere di indagare, di fare queste indagini". Nessun complotto dunque: "Vedo solo un’azione dei giudici e basta. Vediamo se ci saranno colpevoli, in caso contrario bisognerà fare qualche pensiero. Se su dieci indagati hai dieci innocenti, allora c’è da fare qualche riflessione, al contrario se ci sono dieci condanne".
Ma la vicenda ha avuto ripercussioni già sulle amministrative. Edoardo Rixi, candidato della Lega Nord a sindaco di Genova, ha detto che potrebbe abbandonare la campagna elettorale se Belsito non dovesse dimettersi dalla carica di tesoriere del partito.
Il Trota ha difeso anche il comportamento di Belsito, negando che i bilanci del partito siano opachi. "I bilanci ci sono - ha replicato - c'è un consiglio federale, ci sono i probiviri che hanno potere di controllo sull'amministratore della Lega".  "Non è che l'amministratore ha sempre fatto quello che voleva - ha detto - è sempre stato controllato per cui non ci sono bilanci opachi". "C'è il consiglio federale che è a conoscenza di quelli che sono i bilanci della Lega e anche di tutti i gruppi regionali e parlamentari che la Lega ha".

MILANO, 3 APR - Lega Nord, Belsito ha rassegnato le dimissioni
Francesco Belsito ha rassegnato le dimissioni da tesoriere della Lega Nord. Lo si apprende da fonti del partito. Belsito è giunto in via Bellerio al termine di una giornata scandita dalle notizie sulle indagini giudiziarie nei suoi confronti. Secondo gli inquirenti l'ex tesoriere della Lega, con i soldi dei rimborsi elettorali avrebbe foraggiato (con viaggi, alberghi, cene) i figli di Umberto Bossi e Rosy Mauro. É quanto si evince da una nota dei carabinieri del Noe agli atti delle indagini. Gli uffici del Sinpa, a Milano, sono stati nel mentre perquisiti dai carabinieri che hanno acquisito i bilanci del sindacato padano. "Non abbiamo nulla da nascondere" ha detto la leader del Sinpa, Rosy Mauro. "Non c'entriamo con l'inchiesta di Napoli, non siano un partito", ha precisato poi l'avvocato Ivana Maffei. Renzo Bossi, consigliere regionale e figlio del leader della Lega Nord, non ha voluto commentare. Interpellato dai cronisti durante una pausa della seduta del Consiglio regionale, ha risposto con un "no comment". Umberto Bossi e i suoi familiari non sono comunque indagati nell'indagine che coinvolge il tesoriere del Carroccio Francesco Belsito. Lo ha precisato la Procura di Milano.

MILANO, 5 APR - Comunicato ufficiale del Consiglio Federale
Il Consiglio Federale della Lega Nord per l'Indipendenza della Padania annuncia che nel corso della riunione odierna il Segretario Federale, on. Umberto Bossi, in apertura dei lavori, ha voluto comunicare all'assemblea leghista le sue preoccupazioni alla luce degli ultimi eventi e, dopo aver espresso le sue valutazioni politiche, ha annunciato la sua decisione, definita da lui stesso irrevocabile, di rassegnare le dimissioni da Segretario Federale, per poter meglio difendere e tutelare l'immagine del Movimento, e la sua famiglia, in questo delicato frangente.
Il Consiglio Federale, all'unanimità, ha chiesto ripetutamente a Umberto Bossi di ritirare le sue dimissioni, ribadendo al contempo l'unanime stima e solidarietà al Segretario Federale, che, però, ha ribadito con fermezza di ritenere irrevocabile la sua decisione di dimettersi. A fronte di questa decisione il Consiglio Federale, sempre all'unanimità ha deliberato di nominare Umberto Bossi nuovo Presidente Federale della Lega Nord, con la richiesta di proseguire la sua attività politica con una determinazione e convinzione, se possibile, ancora maggiori.
Al contempo, lo stesso Umberto Bossi ha incaricato un comitato composto da Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Manuela Dal Lago di occuparsi, transitoriamente e temporaneamente, della gestione politico-ordinaria del Movimento, fino alla celebrazione del Congresso Federale da svolgersi entro l'autunno.
Nel corso della riunione si sono succeduti numerosi interventi dei presenti, che hanno manifestato la loro commozione e l'unanime apprezzamento per la scelta compiuta da Umberto Bossi per tutelare al meglio il movimento, ringraziandolo per aver accettato la nomina a Presidente Federale con un lungo e sentito applauso.
Nel corso della seduta il Consiglio Federale ha inoltre deliberato la nomina dell'on. Stefano Stefani a nuovo Segretario Amministrativo Federale del movimento, in sostituzione del dimissionario Francesco Belsito, e ha nominato gli onorevoli Silvana Comaroli e Roberto Simonetti quali nuovi componenti del Comitato Amministrativo Federale, in seguito alle dimissioni dei senatori Roberto Castelli e Piergiorgio Stiffoni dal sopradetto organismo.
É stata infine deliberata la richiesta che il Comitato Amministrativo Federale sottoponga immediatamente ad una società di revisione dei conti esterna la certificazione della situazione patrimoniale della Lega Nord.