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Attilio Fontana, sindaco di Varese, avanti con lo sciopero fiscale

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Attilio Fontana, sindaco di Varese, propone lo sciopero fiscale

"Contro i trasferimenti alla tesoreria unica per ora siamo nella legalità. Ma di fronte a comportamenti del genere è consentito di tutto". Attilio Fontana, sindaco di Varese, sceglie Affaritaliani.it per annunciare la linea dura contro "Roma ladrona". Il governo infatti non vuole rinunciare alla norma che obbliga Regioni, Province e Comuni a trasferire allo Stato, entro mercoledì, il 50% delle risorse depositate presso le tesorerie locali alla data del 24 gennaio. "Questa è la tomba del federalismo, si va verso una centralismo assoluto e completo. Ci tolgono gli interessi, le tesorerie ci chiedono di rivalutare le condizioni che ci avevano posto perché non hanno più la disponibilità di liquidità. Non ci danno le garanzie né i servizi che ci avevano promesso".
Condivide la posizione di Zaia sulla Tesoreria unica?
"Assolutamente, anche io ho già presentato un ricorso. Non posso andare alla Corte Costituzionale, come ha fatto Zaia, quindi sono andato dal giudice ordinario chiedendo che ordini alle tesorerie di non trasmettere gli importi depositati al governo".
É il solito modo con cui Roma drena risorse dai territori?
"Questa è la tomba del federalismo, si va verso una centralismo assoluto e completo. Ci tolgono gli interessi, le tesorerie ci chiedono di rivalutare le condizioni che ci avevano posto perché non hanno più liquidità. Non ci danno le garanzie né i servizi che ci avevano promesso".
Bisogna adottare azioni come lo sciopero fiscale?
"Qualunque soluzione è vagliata, ma non abbiamo molte alternative".
Quindi se non interviene il giudice avete le mani legate?
"Stiamo pensando ad altre soluzioni, qualunque tipo di strumento lo prenderemo in esame. Per ora siamo nella legalità. Ma di fronte a comportamenti del genere è consentito di tutto".
LA BATTAGLIA DI LUCA ZAIA CONTRO LA TESORERIA UNICA
Dopo l'impugnazione davanti alla Corte Costituzionale contro la tesoreria unica, la Regione Veneto ha deciso anche di ricorrere al Tar di Venezia e di diffidare Unicredit, che è il tesoriere dell'ente, a trasferire i soldi a Roma e di chiedere alla banca dirispettare il contratto in essere. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Luca Zaia, a margine degli Stati generali dell'economia e del lavoro a Mestre. Per fermare quella che il politico leghista definisce "un'appropriazione indebita dello Stato a danno delle Regioni e degli Enti locali", la giunta veneta ha deciso di "diffidare il tesoriere"e ha "depositato un ricorso al Tar perchè intervenga su di lui".
Il governo farà solo "piccoli aggiustamenti" sulla norma sulla tesoreria unica contenuta nel D.L. liberalizzazioni che ha scatenato la protesta di molti amministratori locali, in particolare della Lega. Lo ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo claudio De Vincenti a margine dei lavori della Commissione Industria del Senato. Sostanzialmente il testo resterà quello che è entrato - ha detto De Vincenti - ci sarà solo qualche piccolo aggiustamento".
In pratica, ha spiegato Zaia, in vista della scadenza del 29 febbraio, entro cui, stando all'articolo 35 del decreto legge dello scorso 24 gennaio che prevede l'estensione del regime di tesoreria unica a tutti gli enti territoriali, è obbligatorio versare il 50 per cento delle disponibilità liquide esigibili depositate presso leproprie tesorerie a quella unica statale al 24 gennaio scorso, la Regione ha scelto di aprire un nuovo fronte: "dopo il ricorso davanti alla Corte Costituzionale, abbiamo deciso di chiedere il rispetto del contratto al tesoriere e di sospendereil tutto".
Sono dunque tre le mosse della regione Veneto: impugnare le disposizioni dell'articolo 35 davanti la Corte Costituzionale con istanza di sospensione; ricorrere al Tar di Venezia affinché lo stesso emetta un provvedimento d'urgenza per ordinare a Unicredit Banca di non trasferire le risorse regionali in giacenza fino alla pronuncia della Corte Costituzionale e infine intimare a Unicredit di astenersi dal dare esecuzione alle disposizioni dell'articolo 35 e inparticolare a non trasferire alcuna risorsa alla tesoreria unica nazionale senza autorizzazione della stessa Regione del Veneto. Una strada che Zaia auspica venga seguita anche da altri enti: "spero che i comuni la replichino - ha concluso - perchè così si fà la vera falange macedone in questa dura battaglia verso il governo". Proprio per questo, la Regione è intenzionata a fornire "lo schema del ricorso al Tar ai Comuni".

da un articoli di Tommaso Cinquemani su Affaritaliani.it