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La Lega riapre il "Parlamento Padano"

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Bossi: Italia sconfitta, la Padania vincerà
Calderoli: separazione consensuale come per la Cecoslovacchia. E annuncia manifestazione il 15 gennaio

Via alla manifestazione per la riapertura del "Parlamento padano". Militanti ed esponenti del Carroccio hanno già riempito il padiglione che ospita la manifestazione: all'ingresso della Fiera campeggia uno striscione bianco con caratteri verdi "L'indipendenza parte da Vicenza" del movimento giovani padani. Ad un centinaio di metri un gruppo di contestatori con uno striscione sul quale c'é scritto: "Padania = Paperopoli".
DALLA PLATEA L'URLO SECESSIONE - "Secessione, secessione". Fabrizio Bricolo prende la parola per dare il via ai lavori del "Parlamento Padano" e dalla platea parte il coro "secessione" che ormai caratterizza tutte le ultime iniziative della Lega Nord. Gli esponenti leghisti si alternano sul palco allestito all'interno della Fiera di Vicenza. Prende la parola Luca Zaia, il governatore veneto gioca in casa e dà il benvenuto a tutti. Anche lui viene interrotto dalla 'base' e dagli esponenti di partito: "Padania libera", urlano ancora dalla platea.
CALDEROLI AVVISA MONTI, PRONTI A PRENDERCI LIBERTÀ - "Se non ci viene concessa un po' di libertà noi siamo titolari ad andare a prendercela un po' di libertà". Roberto Calderoli dal palco del "Parlamento Padano" rilancia le istanze federaliste della Lega Nord. "La prossima proposta di modifica della Costituzione - avvisa - andrà a toccare sia (la parte che afferma che l'Italia è, ndr) una che indivisibile", aggiunge. "Prendiamo atto - conclude - che il governo cancella il ministero delle Riforme, caro Monti, ma significa mettere una pietra sul federalismo".
CALDEROLI PRESIDENTE "PARLAMENTO PADANO" - Assegnate le prime cariche del "Parlamento Padano". Roberto Calderoli, come annunciato, è stato nominato presidente della 'assemblea'. Roberto Castelli, Flavio Tosi, Fabrizio Bricolo sono i vicepresidenti del "Parlamento Padano".
CALDEROLI, SEPARAZIONE CONSENSUALE COME CECOSLOVACCHIA - "Spero possa nascere quella separazione consensuale sul modello della Cecoslovacchia che noi cerchiamo da tempo". Roberto Calderoli dal palco del 'parlamento padano' lancia la "secessione morbida" per la Padania.
"C'é la necessità che le nostre Regioni del nord inizino il coordinamento tra loro. Lo prevede l'articolo 117 della Costituzione", spiega Calderoli. "Oggi abbiamo il Veneto ed il Piemonte - prosegue - domani incontreremo Formigoni per vedere se ci sta, poi toccherà al Friuli, al Trentino, etc. per formare quella macroregione che è la Padania".
CALDEROLI, 15 GENNAIO IN PIAZZA A MILANO - "Una grande manifestazione della Lega Nord 15 gennaio a Milano". Lo annuncia dal palco del "Parlamento Padano" Roberto Calderoli che invita a "preparare i pullman".
L'intenzione è poi andare anche "a Bruxelles" e "a Roma". "Voglio rifare il "nerone express" - dice - ma stavolta non voglio dimenticare i fiammiferi". Il "nerone express" é il nome di una iniziativa leghista contro il governo D'Alema organizzata il 5 dicembre del 1999.
BOSSI ENTRA IN SALA, TRIPUDIO "PARLAMENTO PADANO" - Umberto Bossi entra in sala mentre parla Marco Reguzzoni nel padiglione. Dalla platea si alza un coro "Bossi, Bossi". Il capogruppo si ferma e la sala concede in un tripudio per il senatur.
"Si apre una finestra importante per la storia. Noi dobbiamo essere pronti perche' dopo le guerre si riscrivono i trattati. Dobbiamo essere pronti a lanciarci nelle finestre che dopo la crisi la storia aprirà". Lo afferma Umberto Bossi al "Parlamento Padano", rilanciando "l'indipendenza della Padania".
"La Padania vincerà. Lo stato italiano ha perso la partita. La guerra economica ha visto la sconfitta dell'Italia". Lo afferma Umberto Bossi al "Parlamento Padano".
MARONI, DA SITO MINISTERO CANCELLATI NOSTRI SUCCESSI - "Ieri sono andato a vedere il sito del ministro dell'Interno dopo una settimana e ho visto che è sparito il resoconto degli straordinari successi ottenuti contro la mafia in un anno e mezzo. Mi spiace davvero". Lo afferma dal palco della Fiera di Vicenza l'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Il principio dello ius soli è una truffa", è stato l'inizio dell'intervento di Maroni.
"Ci voleva un professore per alzare le tasse o le pensioni? Non credo proprio. Ma non mi preoccupo, la Lega contrasterà questo vero e proprio attacco al ceto medio e alla Padania". Lo afferma Roberto Maroni dal palco del 'parlamento padano'.
"La mia preoccupazione per governo Monti è seria. Ma temo di più che ci sia progetto di ristrutturare di tutta la politica italiana". Lo afferma dal palco della Fiera di Vicenza l'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Stanno tornando fuori "i democrazianismi", "i romanismi". Sta tornando fuori l'idea di farci fuori, di normalizzarci, di eliminare l'anomalia della Lega Nord perché noi non siamo comprabili". "Ci hanno fatto la corte, ci hanno chiesto di entrare nel governo, ci hanno detto che secondo i sondaggi la nostra base ci voleva nel governo Monti - conclude - Ma Umberto Bossi ha resistito alle avances. La Lega non è in vendita".
"Il tentativo che faranno e che noi dobbiamo sventare è fare una nuova legge elettorale per farci fuori, così come pensava Bettino Craxi". Lo afferma dal palco della Fiera di Vicenza l'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Sono trucchi contro la democrazia e contro il popolo che noi non accetteremo mai - prosegue - Io spero davvero che nostri alleati del Pdl non si prestino a questi trucchi".
"L'Europa è un progetto fallito. Non riesce a governare la complessità. Ed ora o annuncia fallimento o va verso direzione autoritaria che Thomas Hobbes chiamava il "leviatano", un mostro che opprimeva gli uomini". Lo afferma dal palco della Fiera di Vicenza l'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Non vogliamo l'Europa 'leviatano' - prosegue - Si parla già di una unione fiscale. Non è né democrazia né libertà questa è la strada peggiore. Noi vogliamo l'Europa dei popoli, un'Europa libera".
MANOVRA: TOSI, STRATEGIA DI MONTI É SBAGLIATISSIMA - Tra gli ospiti presenti oggi a Vicenza per il "Parlamento Padano", il sindaco di Verona Flavio Tosi per il quale, riguardo alla manovra, "scaricare in basso la responsabilità di aumentare le tasse è una strategia sbagliatissima". "A mio avviso Monti doveva fare tutt'altro - ha detto Tosi - perchè 20 miliardi rappresentano una cifra per cui in Europa si mettono a ridere: i 20 miliardi, se confrontati con i 1.900 miliardi di debito pubblico, non bastano neanche per cominciare''. ''E' una manovra - ha aggiunto Tosi - quasi tutta basata su nuove tasse e per questo è depressiva. Colpisce infatti le famiglie e va prendere i soldi già dove prima si prendevano prima, cioè esattamente il contrario di quello che si diceva". "Ma soprattutto - ha aggiunto il primo cittadino veronese - che non abbassa il debito pubblico. Per ridurre quest'ultimo di almeno 100-200 miliardi lo puoi fare riducendo la spesa dello Stato centrale e vendendo le partecipazioni azionarie dello Stato". Tosi si è detto poi preoccupato soprattutto in veste di sindaco per i nuovi tagli annunciati delle amministrazioni locali. "Questi tagli - ha spiegato Tosi - si traducono in nuove tasse sui cittadini. Quando costringi una regione, una provincia e un comune ad avere meno risorse, soprattutto quando le gestisci bene e sei ormai all'osso, il forte rischio è quello di andare in difficoltà e di essere costretto ad andare a prendere le risorse altrove e quindi dai cittadini".

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