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Viaggio tra i comaschi all'adunata padana

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Viaggio tra i comaschi all'adunata padana
«Non è il momento di fermarsi, il federalismo è vicino»

Sono stati tanti, e svariati, i temi toccati da Umberto Bossi durante il suo intervento alla festa leghista di Pontida. A ogni passaggio importante, un ruggito, veemente e forte, da parte della folla, bandiere al vento e lunghi cori di "Secessione! Secessione!" e "Libertà!". Applausi e ovazioni a sottolineare le stoccate a Berlusconi ma anche a Bersani, il no alle missioni di pace all'estero, gli attacchi ai magistrati, all'Unione Europea per le quote latte, a Tremonti perché costringe i Comuni virtuosi al laccio del Patto di stabilità, e a Equitalia, ormai diventata simbolo di un rapporto che vede i cittadini succubi dello Stato oppressore.
Ha preparato un "elenco della spesa", Bossi, per i prossimi sei mesi: una serie di azioni che il governo dovrà portare a termine, entro la fine del 2011. Altrimenti? «Andiamo alle elezioni». Non lo dice il capo, lo dice la base.
I leghisti non sembrano spaventati dall'eventualità di andare al voto. «Sequesti obiettivi vengono raggiunti, il governo non ha più nulla da fare. Se, invece, il Pdl fa problemi...». Altri, come il sindaco di Novedrate e vicesegretario provinciale della Lega, Maurizio Barni, pongono semplicemente un problema di tempi: «Non è il momento di fermarsi, il federalismo è vicino».
Barni si concentra sulla revisione del Patto di stabilità, che impedisce anche a Comuni come il suo di spendere quanto hanno saputo risparmiare con una gestione cSatilata del bilancio e delle risorse. «È facile alzare le tasse ai propri cittadini e poi dare la colpa al governo. In realtà, chi si lamenta è perché non sa amministrare», attacca. E fa l'esempio delle scuole. «Molti direttori si lamentano di non avere i soldi nemmeno per acquistare la carta igienica. Hanno scelto la via più facile, tagliare su tutte le voci, indifferentemente. Tagliare in modo ragionato è più difficile, richiede lavoro e dedizione». Porta l'esempio dei premi per gli insegnanti, Barni: «Perché dare premi, per cosa?». Nelle sue parole la gestione del bilancio sembra essere il vero muro tra Nord e Sud, tra chi cerca di vestire con oculatezza e chi, invece, spende e spande, tanto qualcuno alla file pagherà. «Agli incontri dell'Anci, l'associazione razionale dei Comuni, vedo arrivare dal Sud delegazioni molto, folte con budget di spesa elevati», è la sua accusa.
Sul pullman che da Como va verso Pontida non c'è solo la bandiera della Padania. Stefano Colombo e Flavio Besana portano i vessilli della Serenissima e del Regno delle Due Sicilie, a simboleggiare l'unione dell'indipendentismo lombardo con quello di Venezia e del Meridione. «Perché stavamo tutti meglio prima dell'Unità», afferma Colombo.
A Pontida vi sono molti allevatori, con i loro trattori e le loro bandiere. Tra i più arrabbiati: da anni contestano il sistema delle quote latte. Hanno scoperto che i soldi che molti di loro hanno sborsato non erano dovuti, che molti hanno truffato dichiarando animali che esistevano solo sulla carta. La Lega Nord vuole rinegoziare tutto il sistema, non solo le quote latte, ma l'intera politica dell'Unione Europea nel settore della produzione alimentare. «Ci puniscono perché produciamo latte - dice uno di loro - e vogliono costringerci a comperare i loro formaggi e le loro verdure con l'escherichiacoli (il batterio killer tedesco, ndr)».
Un ultimo punto, la Scuola per la magistratura di recente aperta a Bergamo. «La richiesta di una via alternativa a disposizione di chi vuole fare la carriera di magistrato ma si trova bloccato dal predominio romano è molto forte", ammette Fabrizio Maldini, avvocato.

(da un articolo di Franco Cavalieri su CorriereDiComo.it, per visualizzarlo clicca qui)