Informatore

Chi sbaglia paga... tranne che a Roma!

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Questa volta vogliamo dedicare qualche riga all’aeroporto di Malpensa.
L’argomento, pur se non strettamente legato all’ambito del territorio comunale, è importantissimo per l'area industriale e produttiva della Brianza e della Lombardia, delle quali il nostro Comune fa parte.

È di tutta evidenza ed è stato dimostrato a livello mondiale che un sistema economico produttivo, come quello sviluppatosi nel Nord d'Italia, non può sopravvivere senza un grande aeroporto che funzioni al massimo delle proprie potenzialità. Ciò in quanto tutte le attività, dal trasporto merci al movimento di persone per motivi commerciali e turistici, sono strettamente connesse alla rapidità ed alle possibilità di spostamento verso tutte le nazioni del mondo. Già si deve lottare contro la concorrenza asiatica e con il rincaro del petrolio, se poi per andare in Canada o in Russia dobbiamo andare a Roma per prendere l'aereo per le rotte internazionali, vuol dire correre i cento metri con i piedi legati.
Però, purtroppo, gli ultimi sussulti di questo governo in agonia è stato quello di privilegiare l’aeroporto di Fiumicino a danno di Malpensa e di vendere Alitalia ad Air France, con la clausola di ridurre di 8.000 unità il personale. Per di più con ulteriori ripercussioni sull'indotto Lombardo di altri 20.000 posti di lavoro a rischio. E come mai il governo Prodi ha deciso di sacrificare l'aeroporto lombardo per salvare Fiumicino?
Semplice, il 90% dei dipendenti Alitalia sono “romani de Roma”, figli, nipoti, parenti, amici degli amici della burocrazia romana. Assunti senza concorso nella compagnia di bandiera (avete mai sentito annunciare in televisione il bando di un concorso per assunzioni in Alitalia?, noi no!). Motivo per cui a Roma sono interessati a salvare i propri rampolli, non certo a far funzionare al meglio un settore così importante dell’economia nazionale.
Per concludere, domenica 17 febbraio u.s. nel piazzale prospicente Malpensa c’è stata una grande manifestazione di protesta contro il declassamento dell’aeroporto e la cessione della Compagnia nazionale ad Air France. Dove erano i politici e gli amministratori lombardi di sinistra? Assenti. Dove erano i sindacati difensori dei lavoratori del settore? Pure assenti. Eppure in Parlamento i sindacalisti non mancano, sono ex-sindacalisti financo il Presidente della Camera e quello del Senato, come non mancano i parlamentari del Nord. Tutti zitti, erano troppo impegnati a non inimicarsi Veltroni e Prodi, cioè coloro che hanno il potere di inserire od escludere chi vogliono dalle liste delle prossime elezioni.